Data inizio 2014
Obiettivo Rimozione dei vecchi container e realizzazione di una nuova ala scolastica con tecniche di architettura bioclimatica
Stato del progetto Concluso
Partner tecnico arco
– ARCO Architettura e Cooperazione
Finanziatori  UN OCHA – ERF program

La comunità di Al Jabal rappresenta un esempio delle conseguenze di uno spostamento forzato realizzato nei confronti delle comunità beduine nella zona C: una situazione di emergenza in cui i diritti umani fondamentali vengono trascurati e i servizi sociali sono del tutto carenti. L’emergenza è stata sottolineata anche dalla stampa locale, da un rapporto pubblicato da UNRWA e una conferenza tenuta a Gerusalemme, a maggio 2013 – “Al Jabal: uno studio sul trasferimento di profughi beduini palestinesi” – dal Direttore del Centro Rifugiati dell’Università di Oxford.

A partire dal 1997, 150 famiglie della comunità beduina Jahalin Salamaat sono stati forzatamente trasferiti dall’Autorità israeliana dalla superficie effettivamente occupata dall’insediamento israeliano Ma’ale Adumim, che è oggi un satellite della città palestinese di Al Azariye, formalmente conosciuto come villaggio Jahalin al Arab o Al Jabal. Tre villaggi Jahalin della zona sono stati demoliti dalle autorità israeliane per fare spazio per l’espansione della colonia Ma’ale Adumim e, a seguito di una disputa legale che durò anni, un piano generale è stato istituito per la creazione del villaggio in Area C. Nonostante il rifiuto della comunità di negoziare un trasferimento con le autorità israeliane, i beduini sono stati forzatamente spostati.
Dieci gruppi beduini sono stati sfrattati dalle loro comunità rurali isolate in uno spazio concentrato accanto a una discarica comunale. Gli spazi rurali da cui i beduini sono stati sfrattati sono rapidamente diventati nuovi quartieri urbani della colonia israeliana di Ma’ale Adumim, riconosciuti come illegali secondo il diritto internazionale. Lo spostamento ha innescato profondo malcontento tra la comunità locale di Abu Dis, tra i proprietari storici della terra al Jabal e i beduini a cui la terra è stata assegnato come “terra di stato” da parte delle autorità israeliane. In definitiva, a seguito del trasferimento, i beduini stanno oggi vivendo il rimodellamento radicale della loro vita sociale, economica e commerciale.

Oggi al Jabal è una periferia di Al Azariye (a nord). Come altre città palestinesi, è tagliata fuori da Gerusalemme est, il centro della vita sociale, culturale, religioso e commerciale, dal muro di separazione.
Le case a Al Jabal sono ancora precarie, fatte da calcestruzzo e lamiere. Anche se il villaggio dispone di connessioni di energia elettrica ed acqua, sono spesso precarie, non correttamente funzionanti e non garantite.
Infine, è importante sottolineare che, dal momento che il piano regolatore ufficiale approvato negli anni ’90, tutti gli interventi di risanamento previsti dal presente progetto sono autorizzati dalle autorità israeliane.

Nella parte superiore del paese è stata costruita una nuova scuola secondaria, finanziata da UNDP. Il contrasto con la scuola elementare vicina era decisamente evidente: strutture non a norma, come aule senza finestre (containers), nessun allacciamento elettrico, pareti e tetti semidistrutti, mancanza di un sistema di toilette funzionante, infiltrazioni d’acqua, mancanza di qualsiasi tipo di isolamento.
La scuola primaria è frequentata da 123 studenti (46 ragazzi e 77 ragazze) e ha uno staff di 15 insegnanti, 1 direttore e 1 assistente, 1 ripostiglio. La vecchia costruzione era composta da 9 aule, 2 camere per il personale e servizi igienici. Una riabilitazione di emergenza era necessaria, in particolare per le classi ospitate nei containers.
La scuola elementare di Al Jabal sarà riabilitata al fine di garantire il diritto all’istruzione per i bambini beduini che vivono nella zona, oltre che per garantire migliori condizioni di lavoro per il personale della scuola.

Il progetto, iniziato il 24 agosto 2014 e concluso, dopo 9 mesi, il 31 maggio 2015, è stato realizzato con successo in pieno coordinamento con la comunità locale, il consiglio del villaggio di Al Jabal, nonché con il Ministero Palestinese dell’Istruzione e della Formazione: 6 nuove aule sono state costruite, 5 aule sono state ripristinate, 2 stanze del personale della scuola e 1 stanza per il la presidenza sono state migliorate, attraverso la riabilitazione dei container in ferro e legno. La struttura scolastica è stata migliorata con la realizzazione di nuovi servizi igienici separati per i ragazzi e ragazze, il terreno circostante è stato riadattato per l’utilizzo a scopi educativi.

La costruzione delle aule è stata realizzata con l’utilizzo di gabbioni metallici riempiti con pietre locali selezionate, una tecnica costruttiva di architettura bioclimatica. L’impatto ambientale è minimo, ma ha una grande resa in termini di efficienza energetica e calorica: le mura sono isolate termicamente e acusticamente e con una massa termica forte.