Peace Steps

Esperienze di economia sociale e solidale per la crescita sostenibile in Palestina

Cos’è Peace Steps

IL PROGETTO

IL PROGETTO

È possibile diffondere anche in un territorio complicato come la Palestina le pratiche di Economia Sociale e Solidale e creare una nuova consapevolezza dell’importanza delle imprese sociali? Questa la sfida che Vento di Terra ha deciso di accettare, sostenere e sviluppare dal 2019 con il contributo dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo in collaborazione con altre organizzazioni partner italiane e palestinesi. Il progetto nasce dalla volontà di promuovere una crescita socio-economica inclusiva e sostenibile in Palestina, rafforzando e diffondendo pratiche di Economia Sociale e Solidale e così garantendo lavoro e opportunità di sviluppo equo e sostenibile per giovani e donne nelle comunità beduine in Area C e per altre comunità marginalizzate della Cisgiordania e della Striscia di Gaza. Creare una nuova consapevolezza dell’importanza delle imprese sociali per una economia solidale significa poter favorire, in territori fortemente problematici, una cultura di equità e giustizia sociale e sensibilizzare le imprese affinché vengano attuati criteri di redistribuzione degli introiti e di responsabilità sociale per uno sviluppo più equo e sostenibile, con una positiva ricaduta sull’intera comunità di appartenenza. Si tratta di investire per creare nuovi posti di lavoro, operare nel rispetto dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, prevedere meccanismi di re-investimento degli utili in attività sociali o che consentano di distribuire prodotti e servizi a prezzi differenziati in base alla tipologia di beneficiario, o di applicare meccanismi semplici come quello del dono. La creazione di un mercato locale e internazionale è aspetto fondamentale per garantire un positivo impatto del progetto su di un sistema economico oggi limitato da complessi vincoli geo-politici, e la sostenibilità economica delle imprese nel lungo periodo. 
IL CONTESTO

IL CONTESTO

Sotto occupazione militare israeliana dal 1967, la popolazione palestinese è sottoposta a pesanti restrizioni alla propria libertà di movimento derivanti dalla costante espansione degli insediamenti israeliani, dal muro, dai checkpoint e che si traducono in un’estrema difficoltà di accesso a risorse, lavoro e servizi di base, fattori che ostacolano notevolmente la crescita economica e il benessere sociale. Il lavoro è spesso precario, mal pagato e privo di tutele, la disoccupazione raggiunge livelli molto elevati soprattutto tra donne e giovani, i bisogni economici e sociali faticano a trovare risposte adeguate, condizioni che nelle aree più marginali o sottoposte a condizioni di completo isolamento, come la Striscia di Gaza, diventano ancora più drammatiche. In Cisgiordania, esemplare è la situazione delle comunità beduine residenti in Area C, territorio sotto il controllo amministrativo e militare israeliano. Un tempo nomadi, in seguito all’espulsione dal deserto del Negev nel 1948, oggi i beduini palestinesi hanno perso l’accesso ai pascoli, loro principale fonte di sostentamento, e alle fonti d’acqua. Vivono sotto costante rischio di spostamento forzato, confinati in accampamenti fatiscenti privi di acqua, elettricità e servizi, in aree degradate collocate ai margini delle colonie israeliane. Un altro contesto emblematico sono i campi profughi. La maggioranza degli abitanti dei campi furono espulsi dai loro villaggi dall’esercito israeliano nel 1948. Durante il conflitto Israele distrusse oltre 500 villaggi palestinesi, dando origine al problema dei rifugiati che ad oggi rappresentano il 30% della popolazione della Cisgiordania e oltre il 50% di quella di Gaza. Nel quadro del complesso contesto palestinese, l’impresa sociale svolge un ruolo fondamentale per la creazione di un modello che può offrire opportunità di lavoro dignitoso, coinvolgendo le categorie più vulnerabili, e fornire al contempo risposte agli emergenti problemi sociali .
IL METODO

IL METODO

Il progetto Peace Steps si integra nell’ecosistema di Vento di Terra, in coerenza con i suoi valori e i suoi obiettivi. Vento di Terra è una ONG che opera in luoghi di conflitto e di abbandono per restituire potere alle persone, attraverso ecosistemi integrati di educazione e imprenditoria sociale per lo sviluppo di comunità. Tutela i diritti delle persone più fragili, in particolare donne e bambini. Si occupa di istruzione, sviluppo socio-economico, percorsi di empowerment, costruendo scuole, creando opportunità di lavoro, e dando voce a chi è vittima di guerre e ingiustizie. Costruisce dove gli altri si arrendono, progettando azioni concrete vicine alla comunità, rendendo il presente e il domani lo spazio del possibile. Ha scelto di operare con la piena partecipazione delle persone restituendo dignità e valore ad ogni essere umano. 

Le attività principali

1. Formazione tecnica e di capacity building

Sono stati forniti un insieme completo di strumenti di formazione teorica di tipo imprenditoriale con un approccio anche empirico per poter sviluppare competenze manageriali.

La formazione ha toccato anche ambiti relativi al marketing, all’uso di internet e dei social network.

Particolare attenzione è stata dedicata al training relativo al design e alla qualità per lo sviluppo e finitura dei prodotti.

3. Sviluppo di canali commerciali anche a livello internazionale

Sono stati elaborati accordi di commercializzazione per alcuni prodotti con partner palestinesi e clienti esteri in Europa e negli Stati Uniti e studiate apposite campagne digital per la loro promozione.

2. Fornitura di macchinari e investimenti a fondo perduto

Ogni realtà è stata dotata delle strumentazioni tecniche necessarie allo svolgimento della propria attività: per esempio la riabilitazione del laboratorio di pelletteria e del reparto tintura, l’acquisto di cardatrici manuali per lavorare la lana, gli arredi dello spazio cucina per l’ospitalità turistica nel campo tendato beduino, o ancora i macchinari per la produzione del gelato.

Sono stati inoltre distribuiti 23 investimenti a fondo perduto attraverso un sistema di sub granting nelle filiere produttive.

4. Campagne di advocacy e di sensibilizzazione

Campagne stampa e incontri pubblici sul territorio hanno favorito una sempre crescente sensibilizzazione al tema, con la finalità di scambio e studio di buone prassi e la diffusione di linee guida anche a livello politico-legislativo.

È importante infatti valorizzare il ruolo dell’impresa sociale, la sua importanza in contesti come questi e aumentare anche la consapevolezza delle difficoltà dell’operare in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza.

Le realtà coinvolte

Sono state rafforzate le filiere artigiane che utilizzano materie prime locali ad alta partecipazione femminile e giovanile. Due i progetti principali.

 

I presepi in lana prodotti dalle donne beduine in Area C

Nei villaggi beduini in Cisgiordania, le donne grazie al progetto hanno affinato le tecniche tradizionali di lavorazione della lana per produrre oggetti decorativi, avere un reddito e contribuire al mantenimento della propria famiglia.

In particolare, le donne realizzano presepi in lana naturale cardata e filata a mano. Grazie alla consulenza di un designer palestinese, sono stati creati nuovi design per i prodotti artigiani. Le donne dei diversi villaggi lavorano la lana delle capre, che altrimenti andrebbe buttata, trasformandola nell’elemento caratterizzante di questi presepi.

 

I sandali e le borse in cuoio e legno di ulivo di Peace Steps a Hebron

Nel cuore di Hebron, sostenuta da Vento di Terra, una piccola impresa sociale produce articoli di pelletteria, all’interno di un laboratorio rinnovato e adeguato agli standard di sicurezza. Sono stati sviluppati nuovi modelli di sandali e borse, in collaborazione con designer locali e alcune giovani studentesse dell’Accademia di Brera. Questo ha permesso di migliorare e ampliare l’offerta in termini di design e qualità. Da due, le persone coinvolte nella produzione sono diventate otto. E i prodotti vengono venduti in Palestina, in Israele e soprattutto in Italia nel circuito del commercio equo e solidale, grazie al partner Nazca Mondoalegre. Peace Steps grazie all’incremento del volume di vendite sostiene un centro che offre servizi a persone con disabilità. Nonostante l’impatto negativo della pandemia da COVID-19, l’impresa Peace Steps continua ad impegnarsi per garantire le vendite sul mercato internazionale. Grazie inoltre a percorsi formativi mirati è stato possibile sviluppare nuove e più efficienti competenze manageriali e amministrative.

Per valorizzare la ricchezza storico culturale e paesaggistica e far conoscere il contesto socio-politico e l’impatto dell’occupazione, si è sviluppata insieme al partner Viaggi e Miraggi un’offerta turistica che garantisce un reale beneficio economico per le comunità, sostenibilità ecologica e conoscenza nel rispetto delle diversità culturali.

 

Il turismo nella tenda beduina di Sahari in Area C

La Sahari Desert Eco Tourism Palestine, nata da un’idea di Jamil Hamadin e sostenuta da Vento di Terra, offre ai viaggiatori la possibilità di entrare in contatto con la realtà della vita beduina, grazie a pacchetti di trekking nel deserto, pernottamenti nel villaggio, pranzi e cene sotto la tenda cucinati dalle sapienti mani delle donne. In questo modo, non solo viene dato lavoro agli abitanti del villaggio, sia uomini che donne, ma viene anche portata alla luce la difficile situazione dei beduini palestinesi che vivono in Cisgiordania.

All’interno della Striscia di Gaza è stata creata una Gelateria Sociale che adotta meccanismi di solidarietà nella distribuzione del prodotto tra cui il meccanismo del “gelato sospeso”. Il gelato artigianale viene prodotto utilizzando frutta e latte freschi degli agricoltori e allevatori locali, ed è venduto ad un prezzo differenziato a seconda della disponibilità economica dei clienti. 

 

Il gelato sociale a Gaza 

In Nasser Street a Gaza City si trova la Gelateria Sociale “Gelato di Gaza”. Ci lavorano tre gelatai che offrono il gustoso gelato italiano, preparato nel laboratorio di Al-Burij al centro della Striscia. La Gelateria Sociale è equipaggiata con macchinari italiani Carpigiani e proprio grazie alla Carpigiani Gelato University è stata possibile una formazione gratuita dei tre gelatai oltre alla facilitazione nell’acquisto di macchine italiane rigenerate. La Gelateria Sociale adotta meccanismi di solidarietà nella distribuzione del prodotto, secondo il principio “good quality for all” e l’adozione del meccanismo del “gelato sospeso”. In questo modo distribuisce un prodotto di qualità – il gelato artigianale prodotto utilizzando frutta e latte freschi degli agricoltori e allevatori locali – ad un prezzo differenziato a seconda della disponibilità economica dei clienti, secondo il principio “chi ha di più, paga di più” per un prodotto accessibile a tutti. L’impatto sociale della Gelateria Sociale comprende la creazione di nuove opportunità di lavoro, le distribuzioni gratuite a comunità emarginate e gruppi vulnerabili, il sostegno alle attività sociali rivolte ai bambini e ad altri gruppi vulnerabili grazie ai ricavi delle vendite, la costituzione di un micro-sistema di economia locale per la produzione, trasformazione e distribuzione di prodotti agricoli biologici. 

 

La rete di produttori di frutta e latte nella Striscia di Gaza 

Si è favorita la messa in rete di piccoli produttori dei settori ortofrutticolo e lattiero caseario all’interno della Striscia di Gaza per il miglioramento della qualità e naturalità dei prodotti. In particolare, le diverse produzioni servono, con regolarità e a chilometro zero, la Gelateria Sociale. 

Sono state potenziate le attività di una ong e una cooperativa locali che operano all’interno della Striscia di Gaza, a favore di minori e donne beduine. 

 

I servizi psico-sociali ed educativi nella Striscia di Gaza

Nel villaggio di Um Al-Nasser nella Striscia di Gaza, Zeina Ong si occupa di cura dell’infanzia con il servizio di asilo “La Terra dei Bambini” e di empowerment di genere con il centro donne “Zeina”, offrendo ai minori e alle loro famiglie un importante servizio di supporto e sostegno. Sono state rafforzate le competenze organizzative e progettuali della ong, la cui offerta di servizi per l’infanzia è cresciuta in termini qualitativi rendendo “La Terra dei Bambini” un modello di riferimento per le buone pratiche educative nella Striscia di Gaza. Si è inoltre sostenuta la Cooperativa Zeina, che tramite due laboratori di sartoria e falegnameria coinvolge 11 donne beduine nella produzione di giochi educativi, dotandola di strumenti per migliorare la produzione e il marketing dei prodotti. 

Prodotti Peace Steps

Ricerca & Carta Etica

LA RICERCA

L’Università degli Studi di Pavia, Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali ha realizzato, a cura di Maria Sassi e Ayesha Nazir, il report “The Landscape of Social Enterprises in Palestine” una ricerca approfondita sui modelli di Economia Sociale e Solidale, con un’analisi della situazione palestinese e con raccomandazioni e linee guida per uno sviluppo futuro del settore. La ricerca è a disposizione su richiesta e on-line.

LA CARTA ETICA

In collaborazione con l’Unità tecnica su Innovazione Circolare e Commodity Sostenibili del centro di ricerca ARCO di Prato, è stata elaborata una Carta Etica. La Carta, ispirata alla norma ISO 26.000, contiene un set di requisiti di responsabilità sociale e ambientale, definiti e validati durante focus group con le organizzazioni a diverso titolo coinvolte nel progetto e accomunate dalla vocazione sociale che caratterizza il loro operato. Promossa a livello locale, anche tramite le Camere di Commercio, la Carta Etica è uno strumento di promozione e visibilità per le organizzazioni aderenti e per il settore dell’economia sociale palestinese.

Progetto co-finanziato da

PARTNER

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Questa pagina è stata realizzata con il contributo dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo nell’ambito del progetto Peace Steps. Esperienze di economia sociale e solidale per la crescita sostenibile in Palestina, AID 011500. I contenuti di questa pubblicazione sono di esclusiva responsabilità dell’autore e non rappresentano necessariamente il punto di vista dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. L’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo non è responsabile per le informazioni considerate errate, incomplete, inadeguate, diffamatorie o in qualche modo reprensibili.