Data inizio Ottobre 2017
Obiettivi contribuire al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione vulnerabile siriana e giordana garantendo il sostegno a mezzi di sussistenza sostenibili attraverso rafforzamento di CBO, formazione, inserimento lavorativo e supporto legale per donne vulnerabili nelle aree di ad Amman, Jerash e Ajloun.
Stato del progetto in corso
Finanziatori logo verticale
– Cooperazione Italiana allo Sviluppo
– Donatori privati e sostenitori di Vento di Terra

Secondo le ultime ricerche risulta che in Giordania il tasso di partecipazione femminile alla forza lavoro è del 21,3%, nettamente inferiore a quella maschile che si attesta al 58,7%. Se la disoccupazione femminile fra le donne giordane è circa dell’80%, lo stesso dato raggiunge il 94% fra le donne rifugiate siriane. Inoltre, il 53% delle donne disoccupate sono ragazze fra i 18 e i 30 anni. La disoccupazione in giovane età ha effetti considerevoli sulla vita delle donne: tutte coloro che non trovano impiego entro pochi anni dalla fine degli studi, hanno scarse possibilità di essere economicamente attive in futuro. Secondo una ricerca UN Women, le donne siriane e giordane intervistate riconoscono l’incongruenza tra competenze e effettive opportunità di lavoro ed esprimono il bisogno ulteriore ed adeguata formazione per rafforzare la loro possibilità di occupazione. L’immediata conseguenza della disoccupazione è la povertà: oltre i due terzi delle famiglie infatti (68 %) vive al di sotto della soglia di povertà assoluta.

Il settore della produzione alimentare in Giordania conta 4,000 aziende e si colloca principalmente al centro del paese, vicino ad Amman, e al Nord, verso il confine siriano. Secondo quanto riportato dall’ILO in una ricerca pubblicata nel 2015, il settore impiega 35000 lavoratori ed è cresciuto costantemente negli anni. Per quanto riguarda le risorse umane impiegate, i datori di lavoro e gli imprenditori giordani hanno evidenziato difficoltà nel processo di assunzione e “job matching”, poiché non riescono a reperire sul mercato manodopera adeguatamente qualificata35. Tali gap fra domanda e offerta di manodopera riguardano in modo specifico:
• mancanza di conoscenze riguardo fondamentali di salute e sicurezza
• mancanza di conoscenza sul corretto trattamento e stoccaggio del cibo
• mancanza di soft skills utili alla produttività e per avere un ambiente lavorativo efficace, come lavoro di equipe, comunicazione e gestione del tempo
I datori di lavoro hanno anche rilevato le seguenti problematiche che influenzano il livello delle competenze tecniche dei lavoratori del settore alimentare:
• mancanza di specializzazione fra i lavoratori: solo pochi sviluppano competenze approfondite relative ad aree importanti per la produzione
• mancanza di un sistema per supplire alla carenza di competenze tecniche, aggravato dalla mancanza di chiari standard di competenze per la professione
Fornire tali competenze tecniche alle giovani donne le rende una risorsa, rafforzando al contempo la loro competitività sul mercato del lavoro e la loro produttività una volta impiegate, a vantaggio sia loro sia delle aziende locali.

Il progetto intende creare e potenziare le competenze specifiche di un gruppo di donne vulnerabili, siriane e giordane, attraverso formazione professionale e un successivo tirocinio “on the job” nel settore della produzione e della trasformazione alimentare, accompagnati da formazione su marketing, IT, competenze trasversali (“soft skills”) ed orientamento al lavoro. Inoltre l’azione mira a dotare le donne di tutti gli strumenti conoscitivi, pratici e legali per un inserimento tutelato e protetto nel mercato del lavoro, tramite una certificazione accreditata da organismi di certificazione competenti e in particolare tramite un supporto legale mirato.