“Ho sognato una strada che si ferma su un ponte
e che di là da un muro alto corre l’orizzonte”
Ivano Fossati

Il nostro gruppo di lavoro si forma nel 2003 grazie all’esperienza nei campi profughi palestinesi. Nel 2004 organizziamo in Italia il primo Campo della Pace, esperienza di condivisione multiculturale tra bimbi del campo profughi di Shu’fat e di Rozzano (MI). Nel 2005 nascono i primi interventi in Palestina e in Mozambico.

Nel 2006 fondiamo la Onlus Vento di Terra con l’intento di far depositare l’esperienza comune e sperimentare percorsi innovativi. I due anni successivi rappresentano l’incubatore di una metodologia originale che sarà applicata su progetti più ampi. L’ambito iniziale è la Palestina con la gestione di servizi educativi. In Italia la rete di supporto si amplia con l’adesione di una decina di enti locali dalle province di Milano e Cremona di cui Rozzano è capofila. Inizia una capillare opera di sensibilizzazione tra le comunità coinvolte.

Il 2009 rappresenta una data importante. È l’anno di Impronte di Pace e della Scuola di Gomme: due progetti complessi e innovativi nei Territori Occupati Palestinesi. Il primo ci permette di sviluppare un modello nuovo, una cooperativa per la produzione di sandali nel campo profughi di Kalandia. Si tratta di una microimpresa associata ad un servizio educativo, i cui prodotti sono commercializzati in Italia tramite il commercio equo e solidale.

La Scuola di Gomme è il primo progetto nell’ambito dell’Architettura di Pace. È una struttura bioclimatica, progettata dal gruppo ARCò – Architettura e Cooperazione – realizzata nel deserto di Gerico con pneumatici usati. Dato il contesto, è il progetto che ha beneficiato della maggiore copertura mediatica. Ospita un centinaio di alunni beduini, prima esclusi dal diritto allo studio.

Nel 2010 ampliamo le nostre attività. In seguito al terremoto, decidiamo di intervenire ad Haiti a sostegno dei profughi con un progetto agricolo ed educativo. Attiviamo con l’A.O. San Paolo di Milano un intervento di formazione rivolto ai medici dell’Ospedale Makassed di Gerusalemme. Riabilitiamo una seconda scuola nel deserto di Gerico utilizzando paglia, fango e bambù. L’edificio ad oggi ospita 120 bambini beduini. Anche in Mozambico, dove da tempo sosteniamo la comunità agricola, costruiamo una nuova ala della scuola primaria di Milange (Zambesia). A dicembre veniamo riconosciuti organizzazione non governativa (ONG) dal Ministero degli Affari Esteri.

Il 2011 è l’anno del primo progetto realizzato nella Striscia di Gaza per il Programma Emergenza del MAE. Si tratta di un Centro per l’Infanzia per la municipalità beduina di Umm Al Nasser: una scuola materna, uno sportello per le famiglie ed un presidio di educazione alla salute. L’edificio, progettato da ARCò – Architettura e Cooperazione – propone su scala più ampia il modello di autocostruzione. Realizziamo inoltre tra le comunità beduine della Cisgiordania un secondo intervento d’impresa sociale che ci permette di consolidare la collaborazione con la rete equo e solidale: nasce la cooperativa femminile Silver Tent, specializzata in gioielleria tradizionale beduina.

Il 2013 è un altro anno importante per Vento di Terra: iniziamo a lavorare anche in Afghanistan e in Giordania.
In Afghanistan operiamo per i diritti delle donne e viene avviato il progetto “Le donne della via della seta”, nella provincia di Herat, con l’obiettivo di migliorare il lavoro e la produttività delle donne afghane nel mercato della seta e di avviare nuovi canali commerciali per le produttrici del distretto di Zinda Jan.
In Giordania iniziamo i primi interventi a sostegno dei profughi siriani stanziati nei campi informali nell’area di Mafraq. Si tratta di interventi di emergenza, con distribuzione di materiale di prima necessità, insieme ad interventi educativi e di supporto psicosociale nei campi.

Nel 2014, a seguito dell’operazione militare “Margine protettivo”, l’esercito israeliano rade al suolo con le proprie ruspe il centro per l’infanzia “La terra dei bambini” ad Um al Nasser, Striscia di Gaza, senza alcuna spiegazione. Il centro per l’infanzia “La Terra dei Bambini” era definito da tutti un’oasi di pace in difesa dei diritti dei bambini: con la sua distruzione il villaggio di Um al Nasser rimane senza un luogo idoneo per la fornitura di servizi educativi e socio-assistenziali agli abitanti. Parte quindi immediatamente una campagna di sensibilizzazione per raccogliere fondi per la sua ricostruzione. Nel frattempo, la scuola viene momentaneamente ospitata presso un edificio della municipalità e a settembre riprendono le lezioni regolarmente.

Nei primi mesi del 2015 inizia la costruzione del primo blocco della nuova Terra dei Bambini a Gaza: il Centro per le donne, in architettura bioclimatica, per lo sviluppo di attività sociali e di generazione di reddito a favore delle donne del villaggio.
Il centro per le donne viene inaugurato il 25 novembre dello stesso anno, alla presenza dello staff locale di Vento di Terra, del sindaco di Um al Nasser e dei rappresentanti dell’Unione Europea. Nel nuovo centro sono stati attivati dei laboratori di sartoria e falegnameria, dove le donne del villaggio vengono formate e possono iniziare un lavoro. In particolare, è stato avviato un programma di costruzione di giochi per bambini, che vengono utilizzati negli asili della Striscia di Gaza per attività educative, seguendo il metodo montessoriano.

Nel frattempo in Giordania viene avviato un Centro per l’educazione informale, nel Governatorato di Mafraq, che accoglie 200 minori e promuove percorsi di educazione informale, supporto psicosociale ed orientamento per le famiglie vulnerabili che vivono nei campi profughi dell’area.

A febbraio 2016 iniziano i lavori per la ricostruzione dell’asilo ad Um al Nasser, completato e inaugurato il 13 dicembre: a poco più di due anni dalla sua distruzione, la Terra dei Bambini torna così ad essere il cuore pulsante di una Gaza che resiste e spera in un futuro di pace.
Con l’aggravarsi dell’emergenza siriana, si intensificano gli interventi di supporto ai profughi: viene avviato un secondo centro educativo in Giordania, nel distretto di Badia nord, al fine di assicurare percorsi educativi inclusivi per i minori profughi e giordani vulnerabili, anche diversamente abili, e assistenza psicosociale alle famiglie di riferimento residenti nell’area di Al-Sa’iediyyeh.