Nonostante il divieto del Governo giordano di abbandonare i campi, molti profughi sono fuggiti, per cercare condizioni migliori di vita e la possibilità di un lavoro. Si sono così creati i cosiddetti “campi informali”: si stima che siano circa 3mila-5mila i profughi siriani che vivono in assembramenti non autorizzati, in genere di 50-100 persone.
La maggioranza delle famiglie risiedono in tende o rifugi di fortuna, rinforzati con legno, sacchi di juta e plastica. I contadini siriani si offrono per un salario minimo e il diritto di accamparsi nel terreno degli agricoltori. Così ecco spuntare tende a fianco di serre e campi coltivati. Non hanno documenti validi, non hanno permesso di lavoro, sono disponibili ad accettare qualunque condizione. Costruiscono forni di argilla, tende resistenti, tessono tappeti, coltivano orti e migrano. Si spostano in funzione del clima e delle opportunità: d’inverno nella valle, d’estate sull’altopiano.