Dopo 9 anni di lotta, la Corte suprema israeliana ha dato l’ok alla demolizione del villaggio beduino palestinese di Khan al-Ahmar, nel governatorato di Gerusalemme, e della Scuola di Gomme. Gli abitanti del villaggio dovranno essere trasferiti forzatamente. Senza preavviso, in ogni momento, che sia giorno o notte, potranno arrivare i militari dell’esercito per distruggere tutto e prendersi questo ultimo pezzo di terra necessario per completare la divisione della West Bank. Secondo i giudici israeliani la scuola non sarebbe in regola con i permessi, e così la Corte Suprema israeliana ne ha ordinato la demolizione. Insieme alla scuola sarà distrutto anche l’intero villaggio beduino. La Corte suprema ha detto di non aver trovato “alcun motivo per intervenire contro la decisione del ministro della difesa di implementare ordini di demolizione contro le strutture illegali a Khan al-Ahmar”. Il massimo tribunale israeliano, nel ribadire che il villaggio è costruito senza i necessari permessi – impossibili però d’avere per i palestinesi nelle aree controllate da Israele nella Cisgiordania occupata –, ha poi stabilito che i suoi 180 abitanti, appartenenti alla tribù beduina dei Jahalin, saranno ricollocati da un’altra parte. Secondo precedenti piani israeliani, i residenti dovrebbero essere trasferiti in un posto vicino ad una discarica ad Abu Dis, un sobborgo di Gerusalemme est. Qualunque sia il luogo di destinazione dei Jahalin, una cosa appare chiara: più che “ricollocazione”, è in atto un vero e proprio trasferimento forzato di popolazione.