Dopo settimane di assedio alla comunità beduina di Khan al Ahmar ieri, sabato 20 ottobre, il Governo Netanyahu ha congelato la demolizione del villaggio e della Scuola di Gomme, realizzata da Vento di Terra nel 2009.  Il caso, sul quale si era espressa in via definitiva la Corte suprema lo scorso 28 maggio, è stato al centro dell’attività della diplomazia internazionale, che ha chiarito la propria contrarietà alla decisione nella persona dell’Alto rappresentante Federica Mogherini al Parlamento Europeo lo scorso 11 settembre.  La dichiarazione riprendeva contenuti e toni del comunicato congiunto di Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito. Da allora tuttavia la comunità locale e gli alunni della scuola sono stati sottoposti ad una pressione progressiva e sempre meno sostenibile. Da parte sua la comunità internazionale denunciava a chiare lettere la demolizione di edifici e la deportazione di civili quale violazione della Quarta Convenzione di Ginevra. Il presidio di attivisti palestinesi, israeliani e internazionali, il flusso di delegazioni, la presenza della diplomazia internazionale e dei media internazionali creava le condizioni per rendere efficace la resistenza della piccola comunità locale. Alla minaccia della demolizione, la comunità beduina ha reagito con la resistenza passiva, in un crescendo di tensione sfociato negli incidenti con la polizia israeliana delle scorse settimane. Lo scorso 16 ottobre, la presenza dei bulldozer provocava una manifestazione spontanea e una successiva carica da parte della polizia israeliana, che faceva registrare arresti e numerosi feriti tra i manifestanti, tra i quali il Ministro palestinese Walid Assaf.

Vento di Terra ONG esprime oggi la propria soddisfazione per la sospensione, ancorché temporanea, della demolizione da parte del Governo israeliano. Un risultato ottenuto grazie ad uno straordinario impegno internazionale e per il quale si ringraziano sentitamente tutti coloro hanno partecipato alla campagna a favore della scuola. Ribadendo il sostegno alle comunità beduine e al diritto allo studio dei minori, si fa appello affinché l’azione diplomatica continui con efficacia sulla strada intrapresa, mettendo in atto tutti gli strumenti possibili. Alla luce dell’impegno profuso in questi anni, alla partecipazione della Cooperazione italiana al progetto, si richiede al Governo italiano di sviluppare l’azione intrapresa presso le Autorità israeliane a tutela delle comunità beduine che vivono in Area C. Si fa inoltre appello all’Unione Europea affinché attivi gli strumenti diplomatici atti per giungere ad una soluzione definitiva ed equa del conflitto, che tuteli i diritti e la cultura delle comunità locali.

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