L'intervento di Vento di Terra in Albania per lo sviluppo e la salvaguardia del patrimonio naturale di Divjake

Divjake è il centro agricolo sulla costa albanese, situato a un centinaio di chilometri a sud di Tirana che ospita Il progetto Urban Lab, realizzato da Vento di Terra ONG con il finanziamento dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. Il comune ha recentemente assorbito le frazioni vicine e conta ora 40 mila abitanti. Qui quasi tutti parlano italiano, perché dopo la caduta del regime comunista di nel 1992, in molti hanno attraversato l’Adriatico per andare a lavorare in Italia. Il nostro paese era allora in crescita ed aveva, specie al nord, necessità di manodopera. In Italia si si sono stabiliti 441 mila albanesi, una cifra enorme, tenendo conto che la popolazione del Paese delle è di 2,836 milioni di persone. Soltanto in Lombardia la comunità albanese conta 91 mila persone. Di fatto la relazione tra le due sponde dell’Adriatico, bloccata dalla Cortina di ferro per quasi cinquant’anni, si è negli ultimi decenni via via intensificata.

Si tratta di un paese che cresce velocemente e che, pur conservando notevoli sacche di povertà, ha investito in infrastrutture e tecnologia. Uno sviluppo cui in un primo tempo le imprese italiane hanno partecipato in modo importante, per poi con l’incalzare della crisi, diminuire la presenza. Si è trattato di un processo impetuoso, per molti aspetti caotico e ispirato ad un liberismo radicale. La nuova Albania è sorta dalle macerie del socialismo reale di Enver Hoxha, che dopo aver rotto negli anni ’50 con il Patto di Varsavia aveva scelto i comunisti cinesi quali improbabili alleati. La campagna è ancora punteggiata da vecchi trattori risalenti a quel periodo.

Urban Lab ha quale vocazione valorizzare le risorse del territorio. Tramite il progetto, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione Internazionale e realizzato da Vento di Terra ONG, è stata definito con il Politecnico di Milano un Piano di sviluppo mirato. Si tratta di arginare il flusso di emigrazione, in gran parte giovanile, che ancora interessa un distretto prevalentemente agricolo. A Divjake sono attive 100 imprese a conduzione familiare e 50 aziende, per un indotto di 15 mila lavoratori. Urban Lab offre loro un laboratorio in grado di realizzare analisi sui terreni e sull’acqua e un servizio di consulenza sulle metodologie impiegate. Si punta a una trasformazione del settore in termini di sostenibilità, con un minore impiego di pesticidi e fertilizzanti chimici. Il laboratorio sarà presto in grado di certificare in prodotti in funzione della loro commercializzazione in Unione Europea.

La seconda vocazione di Divjake è il turismo. Urban Lab sta realizzando un percorso di formazione destinato a guide, ranger del locale Parco di Karavasta, operatori della ristorazione e giovani. Un training mirato ad aumentare il livello dell’offerta locale e a creare canali con le regioni italiane coinvolte, in particolare la Lombardia. Gli incontri, che causa Covid 19 si stanno parzialmente svolgendo in remoto, sono coordinati dalla ONG partner ICEI e coinvolgono l’Associazione Turismo Responsabile, l’Associazione Italiana Guide Ambientali ed Escursionistiche. Un training ai massimi livelli, che si accompagna alla redazione di una guida sul territorio, realizzata da Maurizio Davolio, presidente di ATR.

Divjake si connota per il turismo italiano come una destinazione vicina, con servizi e risorse di eccellenza, particolarmente adatta per le famiglie. Urban Lab sta realizzando un percorso guidato nel Parco di Karavasta, concepito a fronte di un’indagine mirata dei bisogni dal partner albanese INTBAU. Si mira a rendere possibile la massima fruizione delle risorse del parco tramite il rinnovo della segnaletica e la realizzazione di un percorso di realtà aumentata. La nuova cartellonistica comprenderà dei QR –codici a barre bidimensionali leggibili tramite il cellulare– in grado di arricchire l’esperienza di esplorazione e fornire informazioni aggiuntive, in particolare sulla fauna locale. Il parco ospita numerosissime specie di uccelli, tra cui il raro pellicano riccio, trampolieri e aquile. Inoltrandosi nella pineta, si possono incontrare volpi, lontre e cervi. Molti visitatori raggiungono l’area alle prime ore dell’alba per cimentarsi nel bird watching o per un safari fotografico.

Da non perdere a Divjake una gita in barca nell’ampia laguna, parte del parco. Si tratta di uno specchio ampio, poco profondo e particolarmente pescoso, che ospita colonie di granchi, cavallucci marini e aironi. L’entroterra è caratterizzato da dolci colline, coltivate a vite e olivo, e dalla presenza di antiche chiese ortodosse. Non distante si estende l’area archeologica di Apollonia, città fondata nel VI secolo AC dai greci, poi divenuta possedimento romano. Una visita a Divjake non può prescindere da un passaggio a Urban Lab, primo esempio di edificio realizzato in architettura bioclimatica in Albania. La struttura ospita eventi destinati in particolare ai giovani del territorio, feste (vedi Halloween albanese) e training formativi. È inoltre in via di allestimento un info point turistico a cura del Comune di Divjake. Facendone richiesta, è possibile incontrare le associazioni che animano l’esperienza e i testimonial di territorio. Si tratta di gruppi impegnati contro la violenza sulle donne, per un’agricoltura sostenibile e nella difesa dell’ambiente, ma in particolare di giovani intenzionati a partecipare al rilancio del loro territorio.

https://www.facebook.com/UrbanLabDivjake

Per Vento di Terra Massimo Annibale Rossi  

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