Uno dei problemi principali dell’Albania odierna riguarda gli effetti del boom edilizio che ne ha segnato lo sviluppo nell’ultimo decennio. In particolare ne ha risentito la costa tra Tirana e Valona, che appare totalmente cementificata, con una gradevole eccezione: il distretto di Divjake. Si tratta di un’enclave, con una popolazione complessiva di cinquantatré mila persone disseminate in un ampio territorio, in prevalenza agricolo, tra cinque frazioni. Un’enclave ove raramente i palazzi superano i tre piani e che ospita un magnifico parco naturale, che difende le specie locali in via di estinzione –come il pellicano riccio e il bufalo marino- e protegge la locale, ampia, laguna. È il luogo ove Vento di Terra ha realizzato un laboratorio Urbano in architettura bioclimatica.

Urban Lab (ULA), implementato con il finanziamento dell’Agenzia Italiana Cooperazione allo Sviluppo in partnership con il Politecnico di Milano – Dipartimento Studi Urbani DASTU, ICEI, A.I.T.R. – Associazione Italiana Turismo Responsabile, INTBAU Albania, Università di Tirana e CESES, intende rappresentare un HUB rivolto alle associazioni e ai giovani del territorio, in termini di formazione e sviluppo sostenibile. La struttura, che è stata ultimata negli ultimi mesi, mette a disposizione della comunità un’ampia sala polivalente, che ospiterà training, incontri e iniziative culturali, spazi di coworking e un laboratorio informatico. ULA sorge alla periferia del capoluogo, su di una superficie di 500 metri quadri, suddivisi tra un ampio salone multifunzionale e l’area dedicata ai laboratori.

La struttura, unica per le sue caratteristiche in Albania, ospita un laboratorio per analisi agrarie, che mira ad aumentare la qualità della produzione agricola locale e a diminuire l’utilizzo di fertilizzanti e pesticidi chimici. Si tratta di un punto di riferimento per gli agricoltori, che sono stati contattati nei mesi scorsi per realizzare una mappatura delle coltivazioni e promozionare l’iniziativa. A fine agosto aprirà uno sportello donne, gestito da una psicologa specializzata e rivolto in particolare a contrastare il fenomeno della violenza domestica. Nelle scorse settimane è stato inoltre definito il programma delle attività per il prossimo anno, che comprende animazioni, spazi educativi e formazione.

Il laboratorio intende accogliere una richiesta fondamentale dei giovani di Divjake, che denunciano la mancanza di spazi aggregativi e di proposta nella loro città, e rispondere alla necessità di gettare dei ponti verso l’esterno. Dopo la lunga pausa dovuta alla pandemia, nel mese di agosto sono partite le giornate di animazione di territorio. Parallelamente i ragazzi hanno avviato con il coordinatore di ULA un dibattito sulla condizione giovanile a Divjake e un percorso di progettazione partecipata delle prossime iniziative.
Le proposte formative in programma per il prossimo anno sono state definite a fronte di un’indagine approfondita sui bisogni, che ha coinvolto le scuole del distretto. Sono in programma un corso avanzato e un corso base d’informatica rivolti ai giovani. Un’attenzione particolare verrà rivolta agli operatori turistici, che potranno fruire di percorsi mirati, che li metteranno in grado di acquisire nuovi strumenti e definire contenuti innovativi. Si tratterà di realizzare una sintesi del lavoro sin qui svolto, valutare i punti di forza e le debolezze dell’attuale offerta, aprire nuove prospettive. I corsi saranno gestiti da esperti italiani sia da remoto, sia di presenza, in funzione dell’evoluzione della situazione legata al COVID-19.

Nel percorso, particolare rilevanza riveste lo sviluppo di un laboratorio gestito dal Politecnico di Milano, che ha realizzato una ricerca mirata sulle potenzialità del territorio. La Summer school offrirà a trenta studenti universitari l’opportunità di realizzare una riflessione approfondita in termini di sviluppo sostenibile. Un territorio, quello di Divjake, che offre poche prospettive professionali alle nuove generazioni e che risulta minato dall’emigrazione. Saranno proposti modelli, ricerche e analisi, in grado di fornire il terreno di cultura per lo sviluppo di nuove idee e di una imprenditorialità diffusa e sostenibile.

Il comune ha realizzato negli ultimi anni importanti progetti di allestimento urbano, quali la pedonalizzazione della piazza centrale, interventi nel parco naturale, l’asfaltatura delle strade. Il parco è stato attrezzato con passerelle pedonali, sentieri tracciati e segnaletiche rinnovate. Divjake si è così aperta sia al turismo albanese, sia internazionale. Il territorio offre le sabbie dorate del litorale, la laguna di Karavasta, antiche chiese ortodosse, siti archeologici. Un patrimonio ampio e interessante, valorizzato dalla presenza di una rete ricettiva di buon livello, prezzi contenuti, ma visitato prevalentemente da albanesi e turisti dell’est Europa.

Una delle finalità del progetto è dunque la promozione del territorio in Italia e la realizzazione di alcuni interventi nel parco, quali il miglioramento del tracciato sentieristico e della segnaletica. Al comitato che gestirà ULA parteciperanno le realtà impegnate nello sviluppo sostenibile di Divjake, in rappresentanza di una rete più ampia, che comprende ristoratori, guide turistiche, pescatori.

Massimo Annibale Rossi

Vento di Terra