Il racconto dell'esperienza vissuta durante l'ultimo attacco israeliano nella Striscia di Gaza e il significato della distruzione della Terra dei Bambini

Parole che arrivano dritte al cuore, quelle della popolazione di Um al Nasser, quando raccontano i loro giorni sotto i bombardamenti durante l’ultima guerra contro la Striscia di Gaza. Ma poi ti accorgi che gli sguardi sono forti, pieni di speranza e di voglia di riprendere la propria vita in mano e ricostruire un futuro. Gli abitanti della Striscia di Gaza ti insegnano ad essere forte, coraggioso, altruista, a non arrenderti mai perchè la vita è gioia!

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Hakima era l’infermiera della Terra dei Bambini:
“…Si trattava di lavorare con le madri sull’aspetto sanitario, in modo da coinvolgere nel percorso la famiglia nel suo complesso. Abbiamo così avuto l’opportunità di trattare i problemi a tutto tondo, coinvolgendo anche la sfera sociale….
…Il centro stava cambiando la situazione della comunità, segnata da anni di assedio. La sua distruzione ha sconvolto tutti, compresi noi infermieri. La distruzione non si limitava ai soli muri: Il Centro era nel cuori dei bimbi e delle madri e ora sperano che venga ricostruito… 
Abbiamo una grande forza di volontà che ci permetterà di ricominciare, meglio di prima.”

Guarda la sua testimonianza intera:

 

Ibrahim, alunno della Terra dei Bambini. Parla il suo papà:
“..la scuola, dopo la distruzione con i bulldozer, è stata colpita da un missile F 16… durante l’esplosione Ibrahim era in giardino e una scheggia lo ha colpito a una gamba. Dopo l’incidente lo abbiamo portato all’ospedale. I medici si sono resi conto che non era una ferita superficiale. Lo squarcio sul ginocchio era ampio e profondo e una parte della pelle e dei muscoli era stata strappata. Non poteva camminare ed aveva bisogno di continua assistenza…”

Guarda la sua testimonianza intera:

 

Eptisam, la cuoca della Terra dei Bambini
“La cucina era essenziale perchè lavoriamo in una zona molto povera e i bimbi soffrivano di malnutrizione e anemia. I pasti aiutavano molto le famiglie. Abbiamo fornito pasti alla mensa dell’asilo per circa 3 mesi e i bimbi erano molto contenti perchè percepivano che qualcuno si interessava alla loro salute. La loro contentezza era evidente nei loro sguardi.
Con la guerra abbiamo dovuto interrompere le attività.”

Eptisam, la cuoca della Terra dei Bambini

Nahed, assistente sociale nella Terra dei Bambini
“…Non c’erano servizi per i bimbi, né asilo, il villaggio aveva bisogno di tutto, in particolare di sanità… Il Centro ha permesso di costruire una forte relazione con le donne del villaggio, che vivevano una situazione di completo isolamento. Le madri hanno potuto confrontarsi, esprimere i propri problemi e partecipare a corsi di formazione, in particolare su salute e igiene.”

Nahed, assistente sociale della Terra dei Bambini

Massimo Annibale Rossi, presidente di Vento di Terra ONG
“Quando arrivammo, trovammo molti minori tra i 3 e i 5 anni lasciati a loro stessi per strada. I più grandi frequentavano la scuola, mentre le madri dovevano badare ai più piccoli. Proporgli educazione, punti di riferimento, ma in particolare comunicare che il mondo adulto si prendeva cura di loro, appariva fondamentale. I risultati sono stati molto positivi e in questa struttura siamo in seguito riusciti ad avviare un centro donne, una piccola clinica pediatrica e una mensa comunitaria. Speriamo di avere l’opportunità di ricostruire il nostro asilo, facendo in modo che la violenza non prevalga sui progetti, sulla buona volontà e sul cammino di pace.”

 

Fai sentire la tua voce, non lasciare che la violenza prevalga sul diritto all’educazione, alla salute, all’alimentazione, al gioco… ad una vita dignitosa!

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