La campagna per il riconoscimento dello Stato di Palestina nasce dal basso, dalla società civile che è chiamata in prima persona a far sentire la propria voce

Smettiamo di parlare di pace. Cominciamo a fare.
E’ con questo slogan che Vento di Terra, insieme ad altre organizzazioni italiane, lancia la campagna “Società Civile per la Palestina”, per chiedere al governo italiano di riconoscere lo Stato di Palestina, coinvolgendo la cittadinanza tramite un ciclo di incontri sul territorio italiano sul tema palestinese.

Ad oggi sono più di 130 i Paesi al mondo che riconoscono ufficialmente lo Stato di Palestina. L’ultimo di questi Paesi, in ordine temporale, è stato la Svezia: unico Stato che, da membro dell’UE, ha scelto lo scorso ottobre di compiere un passo lungo quel percorso di giustizia che, da troppo tempo, separa la Palestina dai Paesi cosiddetti “occidentali”, Stati Uniti e Europa in testa. Altri stati membri dell’UE, come Polonia e Ungheria, hanno riconosciuto in passato la Palestina, prima di unirsi al blocco europeo, ma è la decisione svedese che ha aperto un varco in Europa, la culla della democrazia che oggi appare con poca forza decisionale. In questo varco si sono collocate le risoluzioni approvate da molti parlamenti europei, ancora non vincolanti per i rispettivi governi, ma simbolicamente importanti per un nuovo percorso di equilibrio, vero presupposto alla fine di ogni violenza.

Riconoscere la Palestina

Una scelta di giustizia e dignità. Un atto simbolico ma allo stesso tempo politico e importante. Per il popolo palestinese, per il popolo israeliano, per il processo di pace e per una comunità che, troppo spesso, non ha saputo contribuire in maniera efficace alla risoluzione di una situazione lunga 70 anni.

Per questo, noi membri della Società Civile per la Palestina ci siamo uniti l’indomani del convegno a Lucca, organizzato da Pax Christi in occasione della Giornata ONU a sostegno del popolo palestinese. Partire dal basso, fare rete e promuovere il riconoscimento dello stato di Palestina con tutti i mezzi: incontri, pressione su parlamentari e giornalisti, petizioni. Strumenti semplici ma che se diffusi con forza dalle differenti realtà e associazioni di cui facciamo parte, portano l’opinione pubblica e i nostri rappresentanti politici a una scelta già fatta dalla maggioranza degli stati del mondo: riconoscere in modo ufficiale lo Stato di Palestina.

Una decisione rimandata più volte dal nostro Parlamento, ancora senza esito, che dimostrerà se l’Italia sarà pronta a seguire il tracciato che, pur con contraddizioni, sembra tuttavia aver trovato sbocco anche in Europa.

Qualunque sarà l’esito della prima vera occasione del Parlamento di esprimersi sul riconoscimento, l’impegno sulla campagna dovrà proseguire: in caso positivo, il secondo passo sarà impegnare anche il Governo al riconoscimento. In caso negativo la pressione dovrà essere ancora più forte per determinare una presa di posizione chiara e forte in favore di chi, da settant’anni, chiede di esistere.

Anche Moni Ovadia aderisce alla campagna SCP – Società Civile per la Palestina. Siamo andati ad intervistarlo sul tema del riconoscimento dello stato palestinese:

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