Sarà un weekend caldo quello che sta per arrivare: l'11 e il 12 giugno infatti sono previste le due sentenze relative alla richiesta di demolizione del villaggio di Khan al Ahmar e della scuola di gomme

La risposta alla petizione dei coloni di Kfar Adumim, che richiede la demolizione della scuola di gomme, è stata fissata per lunedì 12 giugno alle ore 11.30. Il capo villaggio Eid abu Khamis, in qualità di rappresentante della comunità Al Khan al Ahmar, sottolinea nuovamente l’importanza del caso, in termini geopolitici, non solo per il destino del proprio villaggio: il risultato potrebbe influenzare tutte le comunità che vivono nell’area periferica di Gerusalemme, dato che lo Stato di Israele sta cercando siti alternativi per la scuola, dimostrando che, insieme all’Amministrazione Civile, sta progettando di andare avanti con la demolizione. La colonia di Kfar Adumim, situata sulla collina a fianco del villaggio di Al Khan al Ahmar, ospita il Ministro dell’agricoltura Uri Ariel, Danny Tirzeh (Architetto del muro), il direttore del ponte Allenby Aryeh Eldad, l’ex ambasciatore israeliano negli Stati Uniti Sallai Meridor, la figlia di Menachem Begin e altre figure istituzionali.

Il giorno prima, domenica 11 giugno, è attesa la risposta relativa agli ordini di demolizione delle abitazioni del villaggio e del conseguente spostamento forzato di tutte le famiglie.

IL PIANO DI TRASFERIMENTO INIZIA NEL 2012

All’inizio del 2012, l’Amministrazione Civile (“CA”) ha iniziato ad avanzare un piano per trasferire 200-250 famiglie beduine nell’area di Al Jabel, vicino alla principale discarica di rifiuti di Gerusalemme.

Nel maggio 2012, l’avvocato Shlomo Lecker ha quindi presentato una petizione che richiedeva la cancellazione del piano e la completa divulgazione di tutti i piani elaborati dalla CA relativi alle comunità beduine. La petizione ebbe successo: nel giugno 2012, la CA dichiarò che il piano di spostamento delle famiglie beduine nella zona vicino alla discarica non avrebbe avuto luogo, specificando che il piano “è destinato a dare una soluzione alle esigenze delle famiglie di Rashayda che risiedono già nell’area di Al Jabel”, aggiungendo che nessun altro piano era in preparazione per le comunità nella periferia di Gerusalemme.

Dopo qualche mese, nel settembre 2014, la CA ha invece avanzato sei piani pubblici, destinati a fornire permessi di costruzione (e consentire la delocalizzazione) delle famiglie nell’area del sito di Al Jabel (il famigerato piano di trasferimento).

Nel dicembre 2014, l’avvocato Lecker ha presentato una petizione contro tre di questi piani per conto di 26 comunità beduine, molte delle quali destinate ad essere trasferite a Nuweimeh.
Dopo che la petizione è stata presentata, il giudice ha emesso l’ingiunzione richiesta per congelare i procedimenti. Questo è lo stato valido fino ad ora (fine maggio 2017).

La richiesta principale della petizione attuale è quella di vietare qualsiasi pianificazione da parte della CA per le comunità beduine dell’Area C senza la piena partecipazione e l’approvazione delle comunità, le quali sono fortemente contrarie allo spostamento a Nuweimeh o altrove e desiderano rimanere dove sono.

L’avvocato Lecker sostiene che il piano di Nuweimeh è stato concepito in segreto senza consultazione, partecipazione o approvazione dei firmatari. Nella sentenza in corso, la Corte deciderà se ordinare allo Stato di rispondere pienamente alla petizione (che a giudizio dell’avvocato Lecker porterebbe fine al piano Nuweimeh) o respingere la petizione, eventualità che consentirebbe ad Israele di proseguire la procedura di approvazione del piano.