La tensione a Khan al Ahmar continua ad essere alta. In questi giorni le ruspe lavorano incessantemente al villaggio per preparare le strade alla demolizione. Ogni giorno potrebbe essere quello decisivo, per cui ogni volta che gli abitanti vedono arrivare le ruspe nascono scontri con la polizia israeliana. Sembra che l’esercito israeliano stia usando questa tecnica di tensione psicologica per acuire le ostilità e provocare crolli emotivi tra i beduini e gli attivisti che presidiano giorno e notte il villaggio.

Oggi gli scontri sono stati particolarmente violenti. Nelle immagini che ci arrivano vediamo i soldati usare i teser, arma che fa uso dell’elettricità per paralizzare i movimenti del soggetto colpito facendone contrarre i muscoli. È stata inserita dall’ONU nella lista degli strumenti di tortura.

“Il governo di Israele insiste sulla demolizione del villaggio di Al Khan al-Ahmar e progetta di espellere i suoi residenti dalla zona, anche se si tratta di terre private registrate nel Registro delle terre in nome dei residenti palestinesi di Anata, che hanno accettato di consentire i residenti beduini del villaggio di rimanere lì. Se lo Stato di Israele implementa il suo piano ed espelle i residenti, questa sarà la seconda deportazione della tribù Abu Dahouk Jahalin, la cui prima espulsione è stata compiuta da Israele nel 1953 dalle loro terre a Tel Arad nel Negev.” – scrive l’avvocato Tawfiq Jabareen, rappresentante degli abitanti di Khan al Ahmar – “Il ministro della difesa israeliano Lieberman sostiene che le capanne beduine erano state costruite illegalmente vicino a una strada principale, mettendo in pericolo gli abitanti del villaggio, e in particolare gli studenti della scuola. Ma i residenti hanno presentato un piano dettagliato per spostare le case del villaggio dalla strada principale e hanno informato la corte che erano disposti a spostarsi a centinaia di metri dalla strada. Se Lieberman fosse preoccupato per la sicurezza e la salute di questi residenti palestinesi, non avrebbe insistito per trasferirle vicino alla discarica di rifiuti o in alternativa vicino a un impianto di trattamento delle acque reflue.”

Lieberman respinge le critiche internazionali alla decisione della Corte Suprema e l’intenzione di distruggere il villaggio di Al Khan al-Ahmar, sostenendo che si tratta di una questione interna di Israele, apparentemente dimenticando che si tratta di un territorio occupato, un fatto riconosciuto da tutte le nazioni del mondo. Come tale, le regole del diritto internazionale, compresa la Quarta Convenzione di Ginevra, che proibiscono l’espulsione dei residenti locali o l’insediamento di cittadini dello Stato occupante nel territorio occupato, si applicano a quest’area. Secondo le stesse regole, i tribunali israeliani non hanno alcuna autorità sui residenti palestinesi e sui territori occupati.

“Lo Stato di Israele è il potente potere occupante qui, e ha deciso di ignorare le regole del diritto internazionale e l’esistenza stessa dei tribunali palestinesi. La Corte Suprema israeliana ha persino autorizzato la giurisdizione della Corte distrettuale di Gerusalemme sulle questioni relative alla terra che si applicano alla Cisgiordania, e quindi ha sminuito il ruolo naturale e l’autorità della corte palestinese. Tutto questo, al fine di facilitare l’acquisizione da parte israeliana della risorsa più preziosa nei territori occupati, la terra, e di stabilire ed espandere insediamenti ebraici lì.” – conclude Tawfiq Jabareen.