In fuga dalla guerra, Amani era rimasta esclusa per due anni dalle scuole giordane, ma grazie al centro educativo di Mafraq ha potuto ricominciare a studiare

“Mi chiamo Amani e ho 12 anni. Vengo dalla città di Homs. Io e la mia famiglia siamo arrivati in Giordania nel 2014. In famiglia siamo 5: mio padre, mia madre, mio fratello, mia sorella ed io. Adesso vivo a Mafraq, nella strada Jarash con mia madre, i miei fratelli, mio nonno e mia nonna. L’ultima volta che ho visto mio padre avevo 7 anni. Non lo vedo da quando è stato messo in detenzione, 5 anni fa.

I miei fratelli studiano: uno fa la prima elementare mentre mia sorella va i seconda elementare. Mia madre invece fa la casalinga. Dopo aver lasciato la Siria, sono stata un po’ di tempo senza andare a scuola né studiare.

All’inizio, quando siamo arrivati in Giordania, siamo stati sei mesi fuori dal campo di Zaatari , poi siamo stati registrati nel campo dove ho anche chiesto di essere iscritta a scuola, ma per due anni si sono rifiutati di iscrivermi.
Quando poi ho finalmente ripreso ad andare a scuola, ho ricominciato dalla terza elementare, come se avessi iniziato da capo.

Prima che lasciassimo la Siria ci hanno detto: ‘Se non ve ne andate, facciamo saltare la vostra casa in aria’. Così ce ne siamo andati.” 

Amani ha fatto subito amicizia con i bambini del centro educativo di Mafraq e, da quando ha ripreso a studiare, ha fatto enormi progressi in matematica.

Amani vuole ritornare a vivere ad Homs.
Da grande, vuole fare la poliziotta.

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