Al piccolo Mohammad la guerra ha portato via tutto

Mohammad è originario della cittadina di Dara’a, in Siria, ma da sei anni vive in Giordania. Del suo paese d’origine conserva una ferita che lo segnerà per tutta la vita: durante un conflitto nel 2011, Mohammad è stato ferito da una pallottola. L’operazione è stata complicata e i dottori gli hanno dovuto amputare un braccio.

Oltre ad avergli portato via un braccio la guerra gli ha strappato pure il suo papà: da più di sei anni, Mohammad non ha più sue notizie. La madre una volta arrivati in Giordania, si e risposata ed lo ha lasciato alla nonna paterna. Arrivato al centro di Mafraq nell’estate del 2018, Mohammad piangeva in continuazione ed rifiutava di giocare con gli altri bambini poichè si sentiva rigettato. Le disabilità in ambienti come quelli del distretto di Mafraq si tendono a nascondere più che a spiegarle.
Le psicologhe sono intervenute fin da subito e con il loro aiuto oggi Mohammad non si sente più un bambino diverso: ha tanti amici a scuola e i suoi compagni sono sempre disponibili ad aiutarlo.

 

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