Il 25 aprile l'Alta Corte israeliana sentirà l'appello finale della comunità palestinese beduina di Al Khan al Ahmar. Se dovesse essere respinto, la scuola di Gomme sarà demolita e così tutto il resto del villaggio.

Originari di Tel Arad nel sud di Israele, i residenti di Al Khan al Ahmar furono costretti a sfollare nel 1951. Si trasferirono nel deserto a est di Gerusalemme. Negli anni ’90, Israele iniziò a pianificare il secondo dislocamento della comunità in una nuova area per favorire l’espansione della colonia israeliana di Kfar Adumim.

In queste settimane si sono susseguiti numerosi appuntamenti a Khan al Ahmar per protestare contro il possibile trasferimento della comunità: oltre alle ONG internazionali e alle autorità palestinesi, anche la sinistra israeliana e alcuni gruppi di coloni hanno protestato attivamente contro la demolizione.

La scuola Al Khan al Ahmar ha 160 alunni, provenienti da cinque comunità vicine alla scuola. Il giudice, Noam Sohlberg, è un colono ideologico, con una storia di governo favorevole alle demolizioni. Il sito individuato per il trasferimento, Jabal West, ad Azaria, è un ambiente urbano vicino alla discarica principale di Gerusalemme (ancora in uso), del tutto inadatto alla cultura desertica dei beduini.

Un gruppo di israeliani della colonia di Kfar Adumin sta supportando le istanze della scuola di gomme e della comunità di Khan al Ahmar contro la demolizione e il trasferimento.

In particolare, la scorsa settimana è stato organizzato un incontro tra la comunità di Khan al Ahmar e il gruppo di coloni.

Il Prof. Dan Turner ha aperto l’incontro: è uno dei residenti dell’insediamento israeliano e organizzatore del gruppo di coloni che supportano i Jahalin e cercano per loro una soluzione migliore.
Abu Kamis e Shlomo Lecker, l’avvocato della comunità, hanno aggiornato i presenti sulla situazione legale dell’area. Erano presenti al meeting anche il prof. Nissim Otmazgin, membro del Truman Center for Peace e vari esponenti della sinistra israeliana. Tutti hanno parlato a favore dell’uguaglianza e della coesistenza.
“A mio parere – racconta Jeremy Milgrom, anche lui presente all’incontro – la presentazione più commovente è stata quella di Michael Biton, il sindaco della città di Yeruham, che sta in effetti cercando di creare una convivenza con i vicini beduini nella sua città israeliana.”
La proposta più operativa che è uscita dall’incontro è quella di presentare una petizione da parte di un grande gruppo di cittadini israeliani alla Corte Suprema in difesa dei beduini.
Circa 300.000 palestinesi risiedono nel 60% della Cisgiordania sotto pieno controllo israeliano. Negli ultimi anni un numero sempre più crescente di loro è stato raggiunto da minacce di spostamenti forzati da parte del governo israeliano.
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