Nuova incursione oggi delle forze militari israeliane al villaggio, che hanno impedito a qualsiasi giornalista e diplomatico l'accesso

Nuovo brusco risveglio oggi per gli abitanti di Khan al Ahmar: i soldati sono tornati stamattina nel villaggio intimando tutti a lasciare l’area. Israele ha deciso di rendere effettiva già da oggi la dichiarazione di “area militare” dell’intera zona, impedendo di fatto quindi l’accesso a qualsiasi persona. Oggi infatti era prevista la visita di una folta delegazione di consoli, a cui però è stato impedito l’accesso.

Stamattina sono arrivati a Khan al Ahmar i consoli di Italia, Francia, Svezia, Belgio, Norvegia, Svizzera, Finlandia. E’ stato intimato loro dai militari di andarsene, nessuno è potuto entrare nel villaggio. Hanno comunque incontrato la comunità, esprimendo loro solidarietà e ribadendo l’importanza del rispetto del diritto internazionale. Nel pomeriggio è prevista u’altra visita consolare.

Nel video seguente (di Michele Giorgio), il momento in cui i militari mostrano l’ordine di chiusura dell’intera area a partire da oggi, intimando tutte le persone ad allontanarsi entro 5 minuti.

Sembra che alcuni attivisti presenti nella scuola si siano incatenati e rimarranno lì fino alla demolizione.

“Liberarsi della ingombrante presenza dei beduini e della Scuola di ‎Gomme vuol dire per Israele non solo imporre la sua legge su quella internazionale. ‎Significa anche proseguire i progetti in un’area strategica, la zona E1, a Est di ‎Gerusalemme, dove l’espansione delle colonie ebraiche taglierà in due la ‎Cisgiordania rendendo impossibile la creazione di uno Stato palestinese con un ‎territorio omogeneo. Gli Usa alleati di Israele si sono opposti per anni a questi ‎progetti ma ora alla Casa Bianca c’è Donald Trump e il suo “Accordo del secolo” ‎per il Medio oriente non contempla la realizzazione delle rivendicazioni palestinesi ‎in uno Stato sovrano.‎”, scrive Michele Giorgio, anche lui presente stamattina al villaggio.

Ieri i tafferugli in breve sono sfociati ‎nelle cariche della polizia. Alla fine almeno 35 palestinesi sono rimasti feriti o ‎contusi, quattro sono finiti in ospedale. Almeno otto gli arrestati. ‎«Una popolazione ‎beduina inerme è colpita nel cuore della propria identità‎» commenta con amarezza ‎Massimo Annibale Rossi, di Vento di Terra, uno degli ideatori della Scuola di ‎Gomme‎‏ ‏‎«a nulla sono valsi gli appelli della comunità internazionale e la solidarietà ‎giunta alla nostra Ong e alla tribù dei Jahalin. Si sta compiendo una gravissima ‎violazione del diritto internazionale e di quel poco che rimane per le prospettive di ‎pace in Medio oriente».