Il rischio che la demolizione di Khan al Ahmar possa essere strumentalizzata durante la campagna elettorale israeliana è altissimo

 

Nuova visita a gennaio delle autorità israeliane a Khan al Ahmar. Il comandante dell’ufficio dell’Amministrazione Civile (COGAT) insieme ad altri ufficiali, si sono presentati nel villaggio per incontrare Abu Khamis, il rappresentante della comunità beduina. Il messaggio è stato preciso: convincere la comunità ad aderire all’idea di spostarsi nel sito di Al-Nabi Musa. E’ stato quindi chiesto di firmare un accordo per lo spostamento, ma Abu Khamis ha rifiutato. Un’azione quella delle autorità israeliane che non solo contraddice la sentenza della Corte Suprema, che afferma che i beduini non possono essere costretti a spostarsi (e che le loro case possono essere demolite, ma non che debbano essere demolite, contrariamente a quanto i politici di Netanyahu continuano ad affermare), ma rivela anche l’ipocrisia dei “negoziati” in atto. Ciò che viene chiesto dalla comunità di Khan al Ahmar è infatti che il piano regolatore presentato lo scorso agosto al COGAT venga almeno preso in considerazione e analizzato, cosa che invece non è mai stata fatta da parte israeliana.

Il primo di febbraio un nuovo funzionario dell’ufficio di Netanyahu è tornato da Abu Khamis, ancora per tentare di convincere la comunità ad aderire all’idea di spostarsi nel sito di Al-Nabi Musa, facendo intendere che la carta demolizione Khan al Ahmar verrà utilizzata da Netanyahu in sede di campagna elettorale per le elezioni previste il 9 aprile prossimo.

La crisi di governo è iniziata a novembre, dopo le dimissioni del ministro della Difesa Avigdor Lieberman, in polemica con la tregua con Hamas. “Una resa al terrorismo, non c’è altro modo per chiamarla”, ha detto Lieberman durante la conferenza stampa tenuta alla Knesset al margine della riunione del suo partito Yisrael Beitenu, chiedendo di indire elezioni anticipate nello stato ebraico. Da quel momento il governo di Netanyahu ha iniziato a perdere pezzi.

Non stupisce quindi che Netanyahu, come già dichiarato varie volte, possa giocare la carta di Khan al Ahmar e ordinare la demolizione durante la campagna elettorale, a ridosso del giorno delle elezioni.

Il capo villaggio Abu Khamis ha confermato che, a partire dal 10 marzo e fino al giorno delle elezioni in Israele, ci sarà una grande mobilitazione a favore di Khan al Ahmar. Sono previsti attivisti da tutto il mondo e di nuovo una mobilitazione da parte dell’Autorità Palestinese.