In Giordania per ricominciare una nuova vita, senza mai perdere la speranza

Dal nostro centro educativo di Badiyya al-Shamaliyya ci arriva un’altra storia di tenacia e coraggio di una donna fuggita dagli orrori della guerra in Siria, portando in salvo con sè i propri cari.

Per proteggere la sua riservatezza la chiameremo Umm Reem, che in italiano significa “la madre di Reem”.

Umm Reem abitava nelle campagne di Hama, in Siria, in una regione verdeggiante, fertile e ricca d’acqua. Viene da una grande famiglia dove tutti erano impiegati nel lavoro dei campi, una famiglia di contadini dalle maniere semplici. Umm Reem abitava nelle vicinanze del fratello, la moglie e la loro figlia Reem, prendendosi cura della madre malata. Quando iniziò la guerra la madre biologica di Reem fu uccisa e il padre rimase invalido a causa dei danni provocati dalle schegge di una bomba. Il padre riuscì ad essere portato in Turchia dove, ancora paralizzato, da anni riceve cure riabilitative. Per fuggire alle bombe, anche Umm Reem si trasferì, portando con sé l’anziana madre e la piccola Reem, che all’epoca aveva solo 4 anni. I tre si spostarono a Badiyya al-Sharqiyya, in Giordania, un’area desertica dove la vita è dura, con inverni molto freddi ed estati torride.

Umm Reem ha combattuto duramente per dare alla piccola le cure necessarie. Ha vissuto in tende e garage, ha rifiutato il matrimonio nonostante abbia superato i quarant’anni…tutto per dare massima attenzione all’anziana madre e alla bambina: si è dedicata anima e corpo al lavoro per poter sostenere le spese dei suoi studi in una scuola pubblica.

Ad oggi, Umm Reem ha portato i 3 figli dei suoi altri fratelli al nostro centro di Badiyya al-Shamaliyya, oltre a Reem. Inoltre, anche lei ha iniziato a frequentare le sedute per madri: vuole migliorare le sue competenze personali e le sue capacità di sostegno alla figlia, apprendere come darle cure migliori e come affrontare tutte le difficoltà della vita.

Aiutaci a continuare i nostri interventi a favore dei profughi siriani in Giordania,

#DIFENDIAMOIBAMBINI dalla guerra, insieme!