Il divieto israeliano di importare cemento impedisce alle famiglie di Gaza di ricostruire le proprie case, bloccando di fatto tutti i lavori edili già in corso

Restano fermi i lavori per la ricostruzione della Terra dei Bambini a causa del blocco israeliano che impedisce l’importazione del cemento dal 3 aprile 2016 a tempo indeterminato.

Le autorità israeliane hanno applicato il divieto in seguito alla scoperta di un tunnel che passava dalla Striscia di Gaza a Israele, il primo ad essere trovato dopo la devastante offensiva militare di Israele del 2014, e hanno accusato Hamas di togliere i materiali da costruzione ai previsti legittimi beneficiari.

Un portavoce del Coordinatore di Israele per le Attività di Governo nei Territori (COGAT) ha comunicato che l’ingresso di materiali da costruzione a Gaza sarebbe stato sospeso “fino a quando la questione sarà risolta.”
COGAT non ha risposto immediatamente alla richiesta di commentare i nuovi sviluppi tesi ad abolire questo paralizzante divieto.

Secondo l’ONU, 75.000 Palestinesi sono ancora senza casa nella Striscia di Gaza dopo quasi due anni dall’ultima devastante offensiva di Israele.

Al momento nessuno sa quando sarà possibile riavere il cemento per portare avanti i progetti di ricostruzione, fermi ormai da un mese e mezzo.

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