La strada tra Gerusalemme e Gerico è disseminata di villaggi beduini, adagiati a macchia di leopardo tra le colline desertiche della Cisgiordania. Percorriamo questa strada in macchina in una calda giornata di sole: il paesaggio è a dir poco incantevole, man mano che procediamo verso il Mar Morto si aprono spazi immensi tra colli dai lineamenti morbidi e colori intensi. Incontriamo un cartello che ci indica che siamo arrivati al livello del mare, oltre si scende verso la depressione del Mar Morto: è qui che abbiamo appuntamento con Jami Hamadin. Lasciamo la strada principale per addentrarci in una stradina qualche centinaio di metri all’interno, dove si trova la comunità beduina Sea Level, i cui ha sede l’organizzazione non governativa di turismo alternativo Sahari Desert Eco Tourism Palestine, nata da un’idea di Jamil.

Veniamo accolti nella bellissima tenda dove solitamente è servito il pranzo ai gruppi di viaggiatori e subito ci viene offerto il tè beduino, mentre Jamil inizia a raccontarci la sua storia.

“L’occupazione israeliana ci rende la vita difficile, non abbiamo possibilità di muoverci e lavorare liberamente, quindi le persone nei villaggi non hanno grandi capacità e opportunità, non sanno cosa fare se non i pastori. Questa nuova attività legata al turismo è importante per noi, oltre che come lavoro, per far conoscere la nostra situazione. Prima di questo progetto i beduini conoscevano solo i coloni, ora vedono persone da tutto il mondo che sono interessate a loro e che vogliono supportarle, che scrivono delle loro storie e della loro situazione. La situazione delle donne è ancora più difficile, perché non hanno accesso ad opportunità di studio e di lavoro, quindi si occupano solo della casa e della mungitura delle capre. Nel nostro villaggio ora, grazie a questa nuova attività, hanno un lavoro: cucinano piatti beduini per i viaggiatori, si occupano della gestione delle 5 stanze da letto che abbiamo attualmente per gli ospiti.”

Il settore del turismo è in costante crescita: le persone amano sempre di più entrare in contatto con le realtà locali ed esplorare a passo lento i paesi che visitano. Ecco perché nel 2015 Jamil ha avuto l’idea di creare un’organizzazione di turismo alternativo nel villaggio.

“Volevo fare qualcosa per sviluppare attività che portassero un reddito alla mia famiglia e al villaggio, quindi ho iniziato a studiare per sviluppare l’idea dell’ecoturismo e sono diventato una guida turistica riconosciuta dal Ministero Palestinese, ma non avevo esperienza e grandi capacità gestionali, per cui non riuscivamo a farci conoscere”. Grazie all’incontro con Vento di Terra la Sahari Desert Eco Tourism è stata inserita tra i beneficiari del progetto “Peace Steps: esperienze di economia sociale e solidale per una crescita sostenibile in Palestina”, finanziato da AICS – Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e implementato da Vento di Terra.

“Abbiamo avuto l’opportunità di fare formazione su capacity building, management e sviluppo d’impresa. Grazie a queste formazioni abbiamo ampliato la nostra rete di contatti e collaborazioni, sviluppando così nuovi percorsi turistici e pacchetti di proposte per le agenzie, sempre nel rispetto delle tradizioni beduine e dell’ambiente in cui viviamo. Il nostro progetto ora è in continua evoluzione, abbiamo in testa tante idee!” Una di queste idee, ci spiega, è la creazione di un negozio di artigianato nel villaggio, così che le donne possano produrre oggetti beduini per la vendita ai turisti in visita ed avere un’ulteriore entrata economica per la famiglia.

La Sahari Desert Eco Tourism ha anche una pagina Facebook costantemente aggiornata, in cui si possono trovare le foto delle escursioni, dei pranzi, delle attività offerte ai turisti e i commenti dei gruppi di viaggiatori.

Anche Vento di Terra, nei suoi programmi di viaggi solidali in Palestina organizza una tappa presso la comunità Sea Level e, da quest’anno, propone un viaggio Zaino in Spalla, per essere ancora più in contatto con le comunità locali palestinesi. I programmi di viaggio solidali di Vento di Terra sono consultabili QUI

Vento di Terra ONG