Mercoledì 29 luglio è stata una giornata piena di timori verso il villaggio beduino di Khan Al Ahmar e i suoi abitanti, a seguito della diffusione di una notizia che citava la demolizione di numerose abitazioni nel villaggio e il dislocamento forzato di alcune famiglie (articolo su Infopal).

Come Vento di Terra ci siamo immediatamente mobilitati nel ricevere informazioni più dettagliate, rassicurandoci dell’incolumità dei residenti della comunità prima di tutto. Abbiamo contattato il rappresentante del villaggio Abu Hamis, che ci ha raccontato: “Nella giornata di martedì 28 luglio si sono presentati i soldati e hanno demolito due case di due giovani famiglie che si erano appena sposate; le abitazioni in questione sono state ritenute costruite illegalmente per cui demolite. Purtroppo ci siamo abituati. Fortunatamente nessuno è stato trasferito forzatamente e la scuola di gomme è rimasta intatta.”

Nonostante il sollievo nel ricevere notizie apparentemente rassicuranti, Khan Al Ahmar continua ad essere una delle comunità più vulnerabili della Cisgiordania, costretta a convivere e a far fronte alle forti pressioni da parte delle autorità israeliane, con costanti ordini di demolizione che, per quanto rinviati, condannano i residenti della comunità a gestire un forte carico di tensione e precarietà.

Il 6 settembre le Autorità Palestinesi e il Ministero dell’Educazione hanno annunciato la riapertura ufficiale delle scuole, il nostro impegno ci vede coinvolti nell’incontrare la preside e gli insegnanti per dare un sostegno nel pianificare un nuovo anno scolastico che si prevede difficile, ma dove è necessario mantenere una presenza per i bambini e i ragazzi.

La speranza è che con la riapertura della scuola si cerchi di tornare ad una “normalità”, sebbene appesantita ulteriormente dalla pandemia in corso.