Una grande festa quella che si è tenuta lunedi ad Amman per celebrare il completamento del progetto “Produci un dolce futuro” insieme alle donne beneficiarie, ai partner e ai finanziatori. “Con questo progetto, abbiamo cercato di dare il nostro piccolo contributo per migliorare le condizioni di vita delle donne siriane e giordane e di rafforzarle attraverso strategie di sostentamento sostenibili”, racconta Mario Paolini, project manager di Vento di Terra in Giordania, “Vorrei ringraziare tutti i partner coinvolti e le istituzioni giordane, insieme allo staff di Vento di Terra, il cui impegno è stato fondamentale per raggiungere i risultati del progetto.”

Finanziato dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, l’obiettivo del progetto è di contribuire al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione vulnerabile siriana e giordana. In particolare, l’iniziativa vuole aumentare le opportunità di accesso al reddito, all’impiego e ai servizi sociali per 80 donne siriane e giordane in situazione di alta vulnerabilità.

80 donne (50% rifugiate siriane) dai Governatorati di Amman, Jerash e Ajloun hanno avuto l’opportunità di partecipare a corsi di formazione, tirocini lavorativi e attività di supporto legale.
In circa 3 mesi di corsi di formazione professionale su trasformazione alimentare, marketing e soft skills, le donne hanno aumentato le loro conoscenze e competenze, concentrandosi in particolare sulla produzione casearia a Jerash, sulla lavorazione della frutta ad Ajloun e sulla produzione di gelato ad Amman.

La formazione è stata seguita da 2 mesi di stage presso aziende locali di trasformazione e ristorazione, ristoranti e caffè, comprese le unità produttive create dal progetto (gelateria italiana, lavorazione della frutta e prodotti caseari), dando alle donne l’opportunità di rafforzare le nuove competenze acquisite, applicandole nel reale ambiente di lavoro.
“78 donne, che hanno completato con successo il programma di formazione e tirocinio, hanno ottenuto una certificazione accreditata dal Ministero del Lavoro e dall’Università della Giordania. Questo è un grande successo, considerando che solo due donne si sono ritirate: una donna giordana che ha trovato un lavoro permanente e una siriana trasferita con la sua famiglia in un paese terzo dall’UNHCR”, continua Paolini, “Inoltre, le donne hanno beneficiato delle attività di supporto legale, incluse sessioni di sensibilizzazione sui diritti delle donne e dei lavoratori e sostegno ai rifugiati siriani nel processo di regolarizzazione del loro status giuridico in Giordania e ottenimento di un permesso di lavoro.”

Tra le altre attività, il progetto ha contribuito a stabilire le tre unità di produzione (gelato, prodotti caseari e lavorazione della frutta) nelle filiali ad Amman, Ajloun e Jerash, dove si sono svolti corsi di formazione e parte degli stage.
“Siamo particolarmente orgogliosi dell’unità di produzione del gelato, che è stata equipaggiata con le migliori macchine italiane per la produzione del gelato, dove le donne sono state formate da formatori altamente qualificati, tra cui i gelatieri italiani della Carpigiani University”, ci confida Paolini con grande emozione, “Il nostro gelato sta già diventando molto popolare ad Amman e ha un ottimo potenziale di mercato. Abbiamo portato i nostri carretti del gelato a diversi eventi culturali, oltre a feste private e eventi di beneficenza, e le persone hanno apprezzato molto il nostro gelato. Acquistando gelato e altri beni prodotti dal progetto, le persone possono sostenere un gruppo di donne siriane e giordane nel migliorare le loro condizioni di vita, fornendo opportunità di lavoro e reddito. Tuttavia, ritengo che la realizzazione del progetto vada al di là del semplice numero di posti di lavoro che verrebbero effettivamente offerti ai nostri beneficiari. Partecipando alle attività del progetto, queste donne hanno avuto il potere di apportare un cambiamento nella loro vita e costruire un percorso verso un futuro più dolce.”

Con la presenza di Michele Morana, direttore dell’AICS di Amman, Mario Paolini, capoprogetto VdT, Aghadeer Jweinah, presidente dell’associazione partner PTI, Fabio Cassese, ambasciatore italiano in Giordania, la principessa di Giordania Rajwa Al-Abdullah ha distribuito gli attestati di partecipazione alla formazione e al tirocinio alle donne beneficiarie del progetto.

Non ci resta che congratularci con loro per aver ottenuto il loro certificato, augurando tutto il meglio per il loro futuro impegno!