Il biblio-tuktuk, progetto in collaborazione con l'associazione Xmas Project, è in procinto di essere acquistato e adattato per diventare un punto di riferimento per i bambini di Gaza

Il viaggio del tuk tuk a Gaza, la chiocciola che con le sue storie vuole portare un po’ di magia tra le strade polverose della città, è iniziata così: cercando sul mercato il mezzo che fa per noi.
Il sabato mattina, in una zona periferica della città, un brulicare di persone mercanteggia alla ricerca del mezzo migliore per muoversi e trasportare cibo, famiglia, beni alimentari, poltrone, cisterne, animali e piante. A Gaza l’energia manca. Manca l’elettricità, che arriva a fasce orarie alternate di 6 ore, manca spesso il carburante, che raggiunge costi molto elevati. Eppure le strade si riempiono di mezzi di ogni sorta, a motore oppure trainati da cavalli, asini, biciclette.
Sul mercato, per noi, a studiare i mezzi, le componenti tecniche, le marche più affidabili, Yacub. Il mercato dei tuk tuk è una vasta distesa di carri a motore, piccoli rimorchi, motociclette, pezzi di ricambio. Puoi trovarci una ruota, un clacson, un sedile, una tettoia, un motore, una marmitta, un rimorchio.
Il tuk tuk è un bene prezioso. Ce ne siamo accorti subito, appena iniziata la ricerca. Il tuk tuk è il sogno di potersi muovere agilmente, in una città che facile non è. Non lo è per le strade spesso non in buone condizioni, non lo è per il traffico intenso, un miscuglio di mezzi animali e a motore, non lo è per la frenesia degli spostamenti, una continua lotta contro un tempo che sembra scorrere via veloce e allo stesso tempo rimanere fermo per tanto, con quella polverosa sensazione di immobilità che solo una striscia in gabbia può restituire.
Noi intanto sogniamo. Ghada ha visto una vecchia ape car, trasformata in carretto dei gelati, le è piaciuto il colore, la tendina che richiama i bambini, la forma che sembra essere lei da sola una favola. Sara ha in mente un rimorchio in legno, uno di quelli aperti che lascino vedere a chiunque, anche ai più grandi, le storie che porteremo per le vie di Gaza. Farah invece sogna un tetto ad energia solare, che muova il tuk tuk senza bisogno di asini, cavalli oppure benzina.
Trovato finalmente l’accordo con il rivenditore, il nostro tuk tuk sarà presto pronto per essere trasformato in una piccola biblioteca mobile in una sintesi ideale tra i sogni di tanti.
E mentre cerchiamo, Nahed e Fatima si occupano di leggere storie. Lo fanno nella nuova Terra dei Bambini, nel villaggio di Um Al Naser, lo fanno per i bambini che frequentano l’asilo, per i figli delle donne del centro Zeina, lo fanno per tutti i bambini e bambine che a scuola non ci vanno, e passano il pomeriggio sulla strada. Lo fanno con amore, regalando un momento di magia a chi, ormai da troppo tempo, non fa che chiedere se quest’anno è già arrivata la stagione della guerra……