Il progetto “I.CA.RE – Integrated system of CAsh for health assistance and medical REferral to access to secondary health care”, finanziato da OCHA attraverso il JHF (Jordan Humanitarian Fund), si pone l’obiettivo di migliorare l’accesso a cure secondarie e terziarie per i rifugiati siriani e le comunità ospitanti giordane nel Governorato di Mafraq.

La squadra di lavoro prevede la presenza fondamentale di due team mobili, ciascuno composto da un infermiere e un operatore sociale, che si muovono nelle aree urbane e nei campi informali (ITSs) del Governorato di Mafraq. Beneficiari del progetto sono le comunità ospitanti e i rifugiati siriani, in particolare donne in gravidanza e persone che richiedono accesso a servizi di emergenza. Attenzione particolare è inoltre dedicata alle persone affette da malattie croniche, che in Giordania e in particolare tra i rifugiati siriani hanno un’alta incidenza.

I due team mobili sono provvisti di kit medici con cui verificare alcuni parametri dei beneficiari (temperatura, pressione, sospetto diabete…); dopo una prima valutazione, i team mobili prendono in carico il caso per identificare il percorso di cure piu’ adeguato. Se disponibili, i beneficiari vengono messi in contatto con i servizi garantiti gratuitamente dalle agenzie umanitarie nelle aree target. Nel caso i cui i beneficiari abbiano necessità di accedere a servizi ospedalieri pubblici o privati, sempre a pagamento, VDT garantisce un contributo economico per la copertura parziale o totale dei costi. Questo consente l’accesso anche per i beneficiari più vulnerabili e contribuisce a mitigare i rischi legati all’adozione di meccanismi di risposta negativi per l’estinzione del debito verso le strutture sanitarie.

Il progetto e’ implementato in coordinamento costante con UNHCR e con le altre agenzie che garantiscono servizi di salute secondaria e terziaria nelle aree di Mafraq, Amman e Zarqa. Un intervento congiunto tra i vari operatori consente infatti una risposta veloce ed efficace; per far fronte ai casi piu’ gravi è infatti spesso richiesto il supporto economico di diverse agenzie, per consentire ai beneficiari di accedere a servizi specializzati e di emergenza spesso estremamente costosi.

L’epidemia COVID-19 ha infatti colpito duramente le fasce più vulnerabili della popolazione siriana e giordana; l’imposizione di un lungo coprifuoco ha diminuito la capacità delle famiglie di far fronte alle necessità di base, incluse le spese sanitarie. Nell’ultimo mese un peggioramento della situazione epidemiologica nel paese ha inoltre causato un sovraccarico delle strutture pubbliche. Di conseguenza, sono aumentati i pazienti che dopo un primo accesso alle strutture pubbliche vengono indirizzati verso centri e ospedali privati, con un conseguente aumento dei costi. Le liste di attesa per interventi salva-vita si sono inevitabilmente allungate e per molte famiglie l’unica speranza resta accedere ad ospedali privati.

In risposta all’epidemia di COVID-19 sono inoltre state avviate attività di sensibilizzazione sulla prevenzione della diffusione del virus, in particolare misure di distanziamento sociale e igiene; per rafforzare l’efficacia del messaggio diffuso dallo staff di progetto 20 campi informali hanno ricevuto serbatoi e una fornitura di acqua. Sono infine stati distribuiti materiali informativi, in particolare banner e roll up per 20 attività a Mafraq.

Ad oggi sono stati supportati un totale di 222 beneficiari con contributo economico e 172 beneficiari sono stati riferiti ad altre organizzazioni che hanno garantito i servizi richiesti.