Resta alta l'attenzione internazionale sulla situazione del villaggio di Khan al Ahmar e della Scuola di Gomme

Si è svolta oggi nel villaggio beduino di Khan al Ahmar la visita di una delegazione di Europarlamentari e rappresentanti delle Nazioni Unite, a seguito del blitz israeliano avvenuto all’alba di domenica 19 febbraio, per dare sostegno all’intera comunità e chiedere allo stato di Israele il rispetto della legge internazionale.

L’incontro si è aperto con gli interventi di Abu Khamis, capo villaggio, e Gioia Benedetti, rappresentante paese per Vento di Terra, che hanno illustrato alla delegazione la gravità della situazione e la necessità di interventi internazionali per mantenere alta l’attenzione sui fatti in corso.

A seguire, gli interventi dei rappresentanti delle Nazioni Unite presenti, Robert Piper, UN Coordinator for Humanitarian Aid and Development Activities for the occupied Palestinian territory, e Scott Anderson, Director of UNRWA Operations in the West Bank.

“Khan al Ahmar è una delle comunità più vulnerabili nella West Bank, lotta continuamente per mantenere uno standard minimo di vita di fronte a forti pressioni da parte delle autorità israeliane di trasferimento forzato in un’altra area designata”, ha detto Piper. “Questo è inaccettabile e deve finire.”

Piper ha sottolineato anche come la situazione a Khan Al Ahmar rappresenti un fenomeno più ampio: attualmente sono infatti 46 le comunità a rischio di dislocamento forzato.

Come altrove in Cisgiordania, gli ordini recenti sono stati emessi sulla base del fatto che le strutture mancano di concessioni edilizie israeliane; permessi però che sono sostanzialmente impossibili da ottenere in area C, a causa del regime discriminatorio israeliano.

“Migliaia di famiglie vivono nella paura di demolizioni in qualsiasi momento”, ha aggiunto Piper, Quando le scuole vengono demolite, il diritto all’istruzione dei bambini palestinesi è minacciato. Questo crea un ambiente ostile che costringe alcune comunità palestinesi a trasferirsi altrove. La comunità internazionale deve lavorare insieme per fornire assistenza e protezione alle comunità vulnerabili e insistere sul fatto che il diritto internazionale sia rispettato”, ha concluso.

La delegazione degli europarlamentari riafferma la necessità di fermare l’occupazione e si stringe vicino alla comunità di Khan Al Ahmar ed alle comunità attualmente a rischio di dislocamento forzato in Area C.

L’ONU ha più volte affermato che l’imposizione della proposta di ‘delocalizzazione’ delle comunità senza il loro consenso libero e informato sarebbe pari ad un trasferimento forzato, una grave violazione della Quarta Convenzione di Ginevra da parte di Israele, come potenza occupante.