Anche Amnesty International condanna la decisione della Corte Suprema di demolire la scuola e il villaggio

A partire dal 1 giugno, giorno in cui la sentenza sulla demolizione della Scuola e del Campo beduino di Khan al Ahmar è divenuta esecutiva, i bimbi e le famiglie si trovano in una situazione di terribile stress e tensione. Ogni mattina potrebbe accadere l’irrevocabile. Sappiamo tuttavia che la diplomazia internazionale è attiva e che politici, intellettuali, artisti si stanno mobilitando per evitare la demolizione.

Negli scorsi giorni Amnesty International ha lanciato con comunicato (che trovate per intero qui) di cui pubblichiamo un breve estratto: “La scandalosa decisione presa la settimana scorsa dalla Corte Suprema di permettere all’esercito israeliano di demolire l’intero villaggio di Khan al-Ahmar è stata un colpo tremendo per le famiglie che da quasi dieci anni stanno facendo una campagna di informazione e combattono una battaglia legale per rimanere sulla loro terra e preservare le loro abitudini di vita. Procedere con la demolizione non sarebbe solo un atto di crudeltà, ma rappresenterebbe anche un trasferimento forzato, che è un crimine di guerra”, ha detto Magdalena Mughrabi, vice-direttrice di Amnesty International per il Medio Oriente e il Nord Africa.

Sollecitiamo quanti ci sono vicini a firmare e diffondere la petizione “Salviamo la piccola Scuola di Gomme”, che in pochi giorni ha superato le 13 mila adesioni.