Data inizio novembre 2016
Obiettivo Fornire assistenza alle famiglie e garantire supporto educativo ai minori temporaneamente rifugiatisi nell’area di Mafraq.
Stato del progetto In corso
Finanziatori
– 8xmille UCEBI
– Donatori privati

 

L’ondata dei profughi siriani ha avuto un impatto significativo sulle province di Mafraq e Irbid, che già registravano sacche di povertà, un alto tasso di disoccupazione e la presenza di profughi provenienti dall’Iraq e dalla Palestina, va considerato infatti che i rifugiati palestinesi registrati presso l’UNRWA (Agenzia ONU per i rifugiati palestinesi) sono 2.097.338. A Irbid sorge dal 1951 un campo che ospita più di 25 mila rifugiati . Altri campi palestinesi nell’area sorgono a Souf, Jarash, Husn.
Per le comunità ospitanti, gli effetti più significativi della nuova ondata di profughi proveniente dalla Siria si registrano nel sovraccarico dei servizi, nell’aumento dei costi degli alloggi e della disoccupazione nelle campagne. I nuovi afflussi hanno inoltre provocato rincari nei generi di prima necessità, la diminuzione delle retribuzione di manodopera non qualificata e infine un aumento della prostituzione. In particolare nelle città settentrionali la presenza dei siriani ha affollato i servizi, e il numero di richieste e emergenze sempre crescente ne sta negativamente influenzando anche la qualità. Con il deteriorarsi della situazione, i profughi rischiano d’essere visti come una minaccia, con il relativo portato di tensioni e rischi per la coesione sociale. Da più parti emerge l’esigenza di avviare servizi di supporto a quelli esistenti, consolidando nel contempo le opportunità d’incontro e condivisione.

L’osservazione sul campo conferma le segnalazioni pervenute da UNHCR e dalle Ong locali, che evidenziano una particolare situazione di deprivazione e disagio nel Governatorato di Mafraq che rappresenta la principale porta d’entrata dei profughi siriani in Giordania. Nel governatorato, la città di Mafraq conta circa 59 mila abitanti ufficiali e si trova a 80 chilometri nord di Amman.
Dall’osservazione emerge che molti minori soffrono di traumi da guerra (PTSD – Post Traumatic Stress Desorder) a causa delle drammatiche esperienze vissute in Siria.

Il progetto si rivolge alle famiglie ed ai minori presenti nell’area di Mafraq e intende garantire un supporto di tipo educativo, didattico e di socializzazione. Si tratta di favorire l’inserimento dei minori nelle strutture locali, con particolare attenzione al potenziamento delle attività offerte dal Centro Educativo di Mafraq

L’unità mobile permetterà di prendere contatto con i minori più sofferenti e facilitare il loro ingresso nei percorsi terapeutici realizzati dal Centro di Mafraq, che Vento di Terra sostiene a fianco della ong partner Jordan Relief Organization. Nei casi più complessi – sia dal punto di vista psichiatrico, sia medico – si cercherà di realizzare un ponte con le strutture ospedaliere locali. Particolare cura si avrà nel supportare le famiglie con situazioni di disabilità.

In base ad un modello già realizzato da Vento di Terra in Cisgiordania per le popolazioni beduine, l’unità mobile sarà gestita da uno staff qualificato, proporrà attività educative e consulenza familiare negli accampamenti temporanei della provincia di Mafraq e nei quartieri periferici del capoluogo. L’unità mobile sarà operativa 5 giorni alla settimana, spostandosi a seconda delle necessità. Lo staff sarà composto da due educatori professionali, un’assistente sociale, un logista. L’assistente sociale ricoprirà un ruolo centrale, anche di coordinamento dello staff locale e lavorerà in sinergia con i servizi di territorio. Nello specifico, le attività riguarderanno in primo luogo i minori e le loro madri e coinvolgeranno sia la comunità siriana, sia quella locale giordana