Himayati

Data inizio gennaio 2019
Obiettivi garantire un sistema integrato di protezione a donne e minori rifugiati e giordani a rischio di violenza di genere, matrimoni precoci, lavoro minorile e abbandono scolastico ad Amman e Mafraq, con luoghi protetti, azioni su campo e servizi medici e legali.
Stato del progetto in corso
Finanziatori logo verticale
– Cooperazione Italiana allo Sviluppo
– Donatori privati e sostenitori di Vento di Terra

Il progetto intende rispondere ai bisogni di assistenza e protezione sociale della popolazione rifugiata siriana e giordana più vulnerabile, tra cui in particolare minori, donne e ragazze, persone con disabilità, persone con particolari esigenze legali e di protezione, favorendo la loro inclusione in un sistema strutturato e integrato di protezione, risposta e riabilitazione, in particolare nelle aree ad alta presenza di rifugiati siriani di Amman e Mafraq. Il sistema di protezione sociale in Giordania si trovava infatti ad affrontare sfide importanti ben prima della crisi siriana, tra cui disoccupazione e povertà, alti tassi di violenza contro donne e minori – inclusa la violenza di genere, servizi di prevenzione e risposta inadeguati o insufficienti, anche per persone con disabilità e bambini a rischio, lavoro minorile e matrimonio precoce.

Nonostante la conferenza di Londra (2016) – che si è posta l’obiettivo di formalizzare il lavoro illegale – ancora molti rifugiati siriani, in particolare fuori dai campi, a causa della mancanza di documenti regolari spesso vengono obbligati a lavorare in nero senza alcuna garanzia né protezione e faticano ad accumulare un capitale sufficiente che gli permetta di coprire per la casa e il sostentamento. Questa situazione li espone ad alti rischi di sfruttamento e molestie, da parte di datori di lavoro e affittuari. La pressione economica, la mancanza di opportunità di lavoro, le pessime condizioni delle abitazioni contribuiscono ad aumentare la violenza e gli abusi all’interno della casa da parte di vicini o familiari. Non solo la popolazione femminile è a rischio ma anche quella maschile.

Uno studio ha riscontrato che gli abusi sui bambini sono aumentati e che i datori di lavoro preferiscono assumere bambini piuttosto che adulti, poiché sono più facili da controllare. Il 40% dei bambini in età scolastica non va a scuola (Education sector (2017), Jordan Response Plan, 2018-2020). Le difficoltà economiche, il costo e la distanza della scuola, dovuta anche ai limitati mezzi di trasporto, sono i principali motivi per cui i bambini non possono frequentare le lezioni. In Giordania il 60% delle famiglie siriane dichiara che le proprie entrate sono generate soprattutto dal lavoro minorile (Human Rights Watch, ‘We’re Afraid for Their Future’: Barriers to Education for Syrian Refugee Children in Jordan 2016). Per quanto riguarda le donne nella maggior parte dei casi si ritrovano ad essere vittime di violenze psicologiche e fisiche, abusi emotivi e matrimoni forzati. Gli abusi sessuali e gli stupri sono i meno denunciati per paura di una stigmatizzazione da parte della comunità e per il timore di macchiare l’onore della famiglia. Un’altra problematica particolarmente rilevante è l’aumento, registrato negli ultimi cinque anni, dei matrimoni precoci tra rifugiati siriani secondo i dati registrati dal Higher Population Council (2017).

Il progetto prevede diverse azioni:

  • creazione di safe spaces (luoghi protetti) dedicati alle donne che funzionano regolarmente con una equipe qualificata e garantiscono assistenza alle donne vulnerabili nelle aree target, nel quartiere Al Hashmi Al Shamali di Amman e a Mafraq. Donne siriane e giordane in età compresa tra 15/50 anni beneficeranno di safe spaces nelle aree target e saranno raggiunte dal servizio di outreach nei campi profughi informali, migliorando così le proprie condizioni di vita e psicosociali. Si intende potenziare e caratterizzare come safe spaces, i centri gestiti dai partner locali ad Amman e Mafraq. In particolare, il partner FDA dispone di un centro nel quartiere di Hashemi Al Shamali ad Amman e il partner JRO gestisce, dal 2015 insieme a VdT, un centro nella cittadina di Mafraq. Entrambi sono già attivi con un programma di attività di educazione informale e di supporto psico-sociale rivolte a minori e alle loro madri. Caratteristica primaria dei safe spaces sarà quella di garantire uno spazio libero e protetto, in cui le donne si possano sentire libere emozionalmente e fisicamente. Durante i primi mesi di progetto, gli spazi saranno organizzati e allestiti in modo tale da poter garantire alle adolescenti e donne a rischio di early marriage, abusi e GBV l’accesso ad un programma di supporto psicosociale e a sessioni di awareness su tematiche sensibili (diritti umani e della donna, salute riproduttiva, violenza domestica e SBGV, early marriage e child labour). A tale scopo saranno forniti piccoli arredi e materiali utili per una migliore organizzazione e fruibilità degli spazi e saranno altresì selezionate e strutturate le equipe psico-sociali incaricate della gestione del programma di supporto psicosociale.
  • Faranno parte del programma specifiche attività laboratoriali, incentrate sull’utilizzo di strumenti creativi funzionali all’emersione e condivisione di vissuti e emozioni. In particolare, all’interno dei safe spaces verranno organizzati laboratori pratico-creativi per donne secondo una modalità già testata da Vento di Terra. I laboratori favoriranno l’acquisizione di nuove abilità creative e manuali, ma soprattutto costituiranno un “setting protetto’ funzionale alla creazione e al rafforzamento di relazioni interpersonali tra le beneficiarie e alla emersione e condivisione di vissuti personali, specifiche vulnerabilità e problematiche personali e familiari. I laboratori verteranno su: bigliotteria creativa, saponi e candele artigianali, modellazione argilla, fotografia.
  • In ciascun safe space, formatori esperti terranno sessioni di awareness e formazioni su tematiche rilevanti per le beneficiarie del progetto, con l’obiettivo di fornire loro informazioni, consapevolezza e strumenti per affrontare le specifiche problematiche che le riguardano direttamente. In particolare, in base ai bisogni riscontrati nelle aree target, si è valutato prioritario concentrare le sessioni di awareness sulle seguenti tematiche: diritti umani e della donna, salute riproduttiva, violenza domestica e GBV, early marriage, child labour
  • servizio di sportello psico-sociale, operativo 2 giorni alla settimana e gestito dalla psicologa, in stretta sinergia con l’assistente sociale e il tutor di ciascun safe space, i quali data la presenza costante durante le attività di awareness e i laboratori pratico-creativi, avranno costruito una relazione di fiducia con i beneficiari, saranno a conoscenza delle specifiche vulnerabilità e bisogni, e potranno facilitare l’accesso di questi ultimi al servizio di sportello psico-sociale
  • gli spazi saranno organizzati e allestiti in modo adeguato per ospitare attività con i minori anche di tipo scolastico ed extrascolastico. saranno realizzate e garantite attività di recupero scolastico per un totale di 240 minori, di cui circa 50% maschi e 50% femmine, in età compresa tra 6 e 12 anni, di cui in via di massima circa 180 minori rifugiati siriani e 60 minori giordani in condizione di vulnerabilità. Verranno realizzati programmi specifici di supporto psico-sociale per minori attraverso attività e laboratori creativi. Le attività ludico-creative saranno finalizzate al superamento di traumi, all’emersione di problematiche e bisogni e desideri, con l’intento di restituire una piena infanzia a minori costretti a diventare adulti troppo presto.
  • I due safe spaces garantiranno un servizio di assistenza medica di base, sia grazie alla presenza di staff medico per un giorno alla settimana, sia attraverso l’attivazione di un sistema di referral verso altre strutture. saranno dotati di un servizio di assistenza medica di base, attivo un giorno alla settimana con la presenza di un medico e nel caso di Mafraq anche di una infermiera. Lo sportello garantirà assistenza medica di base, attraverso visite, assistenza primaria, prescrizione di cure e farmaci.
  • Al fine di offrire un sistema di protezione integrale ai beneficiari, sarà predisposto presso i safe spaces uno sportello di supporto legale, attivo due volte a settimana a Mafraq e una ad Amman e alla presenza di personale esperto. Obiettivo primario dello sportello sarà quello di fornire informazioni sui diritti e sulle procedure necessarie per procedere alla regolarizzazione dei documenti, in particolare per i rifugiati siriani.

Per aumentare l’impatto del programma, diffondere informazioni in merito ai temi del progetto ad un numero maggiore di persone, stimolando consapevolezza, conoscenza dei diritti e comportamenti positivi, il progetto prevede la realizzazione di campagne informative mirate.