Già prima del devastante terremoto del gennaio 2010 Haiti era il paese più povero del continente americano con più della metà della popolazione che vive sotto la soglia di povertà. Circa la metà dei bambini haitiani non ha accesso all’istruzione di base. Le scuole, all’80% private, sono troppo costose e dunque inaccessibili per le famiglie. Il già debole stato haitiano è messo in ginocchio dal sisma che ha sconvolto la capitale Port Au Prince: lì si concentravano gran parte delle infrastrutture e dei servizi, motivo per il quale la città accoglieva un terzo della popolazione haitiana (circa 3 milioni di persone). Il terremoto, che ha causato 200mila morti e due milioni di profughi, ha prodotto effetti devastanti anche nelle aree rurali non direttamente colpite, le quali si sono trovate a dover accogliere migliaia di profughi e ad affrontare situazioni di estremo disagio sociale ed economico. Gli sforzi della comunità internazionale si sono concentrati nell’area della capitale, lasciando le zone periferiche senza alcun sostanziale aiuto.

Dopo il disastro del gennaio 2010 abbiamo deciso di lavorare a fianco delle comunità rurali. Promuoviamo l’agricoltura contadina a base comunitaria per garantire alle famiglie la sussistenza e forniamo servizi di base e istruzione.

Progetti

Una banca per le sementi autoctone

Grazie al progetto è stata costituita una "banca delle sementi autoctone" di cui hanno beneficiato circa 120 famiglie allargate, per un totale di circa 1400 persone. La Banca si è rivelata uno strumento di capitale importanza per favorire un maggior livello di autonomia ai nuclei contadini, in materia di gestione delle sementi.

Semi di futuro per Haiti

Orti comunitari e istruzione per i profughi del terremoto nell’area rurale di Acul du Nord. Colture associate, sementi autoctone e biologiche per garantire la sussistenza della popolazione locale: un modello di sviluppo sostenibile.