Sono oltre 3.960.000 le persone che hanno lasciato la Siria dall’inizio della guerra interna nel 2011, che tutt’ora affligge il Paese, cercando asilo nei paesi confinanti. Si tratta di uno dei più grandi esodi di rifugiati della storia recente, ad oggi non ancora terminato.

I numeri sono sempre più allarmanti: si contano più di 100.000 morti e 2 milioni di rifugiati, di cui 1 milione bambini. Oltre il 97% dei rifugiati siriani vengono ospitati dai Paesi confinanti e questo comporta un peso non indifferente sulle infrastrutture, l’economia e la società dei paesi stessi.

Secondo l’UNHCR i rifugiati siriani in Giordania sono 659.200 (stima aggiornata ad aprile 2017).
La maggioranza dei rifugiati si trova nella parte Nord del Paese, con una particolare concentrazione nel Governatorato di Mafraq, Irbid, Amman e Zarqa.
La maggior parte dei “richiedenti” non ha preso posizione durante il conflitto. Ha dal principio vissuto la guerra come una calamità, un evento esecrabile che presto avrebbe avuto fine. Descrivono le due parti in lotta come ugualmente frammentate e parimenti spietate. Le emigrazioni sono avvenute ad ondate, ma la maggioranza ha resistito finché le case non sono state colpite.

I primi “richiedenti” sono giunti all’inizio del 2012, trovando una calda accoglienza. Il problema è che in breve un rivolo si è trasformato in torrente, quindi in un fiume in piena. Ora la Giordania, la cui popolazione di 6,3 milioni è per il 60% di origine palestinese, ospita oltre 600 mila rifugiati siriani.

Il Governo Giordano ha mantenuto sino ad ora la sua politica di frontiere aperte, e i rifugiati continuano ad arrivare con un flusso stimato attorno alle 1.000 nuove persone al giorno.
I siriani in Giordania non posseggono il privilegio d’esser profughi e sono censiti dall’Onu -ma non dal governo- come “richiedenti asilo”.

Progetti

Produci un dolce futuro

contribuire al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione vulnerabile siriana e giordana garantendo il sostegno a mezzi di sussistenza sostenibili attraverso rafforzamento di CBO, formazione, inserimento lavorativo e supporto legale per donne vulnerabili nelle aree di ad Amman, Jerash e Ajloun.

Un EDUBUS per i bimbi di Mafraq

Progetto di emergenza per il supporto psico-sociale dei minori e delle famiglie siriane rifugiate e delle comunità ospitanti nella Provincia di Mafraq, Giordania

Al Najah – La scuola fa la differenza

Potenziamento di tre strutture scolastiche nel direttorato di Al Badia Al Shemmalia Al Gharbieh per l’inclusione scolastica dei minori siriani e giordani, il miglioramento dell’offerta formativa e la riduzione dei fenomeni di abbandono e dispersione scolastica.

Tutti a scuola!

Educazione informale ed inclusiva per i minori e le famiglie vulnerabili dell’area di Al-Sa’iediyyeh, con particolare attenzione ai bambini con disbilità

Diritti al centro

Supporto pisco-sociale alla popolazione siriana rifugiatasi in Giordania, in particolare nei campi profughi informali dell'area di Mafraq, con l'obiettivo specifico di fornire assistenza alle famiglie e garantire la scolarizzazione di base ai minori.

Emergenza Profughi Siriani

Supporto alle comunità di 5 accampamenti informali nei Governatorati di Barqa, Irbid (Valle del Giordano) e Mafraq con particolare riguardo all’approvvigionamento di acqua, all’abitabilità, all’assistenza sanitaria e all’educazione dei minori.

Notizie

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La scuola ci fa crescere, è una seconda casa e va rispettata

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