Palestina: la resistenza di un popolo senza diritti e la nostra responsabilità
Milano — 1 dicembre 2019 ore 10:00

Quest’anno celebriamo a Milano la Giornata delle Nazioni Unite di solidarietà con il popolo palestinese, alla vigilia del 71mo anniversario della proclamazione in sede ONU dei Diritti Universali dell’uomo, che ricorre il prossimo 10 dicembre.

Nella terra della Palestina storica – oggi resa da Israele uno Stato occupato e non riconosciuto – la violazione dei diritti umani è pratica quotidiana.

Il quadro politico in Israele e negli USA, suo principale alleato, consente ai rispettivi governi di assumere iniziative unilaterali e illegali, secondo il diritto internazionale, per accelerare la risoluzione della questione palestinese con il sistematico e programmato abuso della forza.

Nel corso degli ultimi mesi si assiste nella Cisgiordania occupata, compresa Gerusalemme Est, a una crescita delle colonie e di conseguenza dei coloni che diventano sempre più aggressivi; alla sempre più vasta demolizione di case palestinesi e alla evacuazione, in atto al momento, nella Valle del Giordano e nelle colline a sud di Al Khalil (Hebron).
Il tutto con una durissima repressione e arresti dei partecipanti alle proteste pacifiche della popolazione.

Solo nella Striscia di Gaza dal 30 marzo 2018, inizio della Marcia del Ritorno, sono state uccise dall’esercito israeliano, più di 300 persone e ferite 25.000, tra cui centinaia resi disabili per sempre.
Molti di loro sono giornalisti e medici, riconoscibili sul campo dalla divisa ma comunque finiti nel mirino dei cecchini.

A giugno si è parlato di un Accordo del secolo, il piano con cui l’Amministrazione Usa pensava di ridisegnare il Medio Oriente a favore di Israele ed Arabia saudita, provando cosi ad annullare definitivamente la questione palestinese. Questa svendita dei territori palestinesi proposto da Jared Kushner, genero di Donald Trump, avrebbe privato ulteriormente il popolo palestinese di tutta la sua dignità.

Il Parlamento israeliano, che negli ultimi mesi ha dovuto gestire ben due tornate elettorali, lo scorso luglio ha votato la legge-nazione che sancisce il diritto del solo popolo ebraico all’autodeterminazione nazionale, relegando la popolazione palestinese al livello di ospite abusivo e non-gradito sulla propria terra e costituendo di diritto un regime razzista di apartheid

La liquidazione in atto dell’UNRWA, agenzia per il sostegno e la protezione dei rifugiati, per il taglio dei fondi diventa subdolo strumento per la liquidazione dei campi dei rifugiati e la cancellazione del loro diritto al ritorno.

La stessa Corte Suprema israeliana, dimostrando la sudditanza alla scelte del governo, giunge ad avallare la distruzione di villaggi e scuole come a Khan Al Ahmar, per perseguire la pulizia etnica di territori circostanti le colonie illegali.

A fronte del grave peggioramento delle relazioni fra i due popoli con preoccupanti ripercussioni sull’intero Medio Oriente, organizzeremo il primo dicembre una grande giornata formativa, per continuare ad agire insieme a sostegno del popolo palestinese.

Celebriamo la 42ma Giornata ONU a Milano, propone di porsi in ascolto di alcuni rappresentanti politici palestinesi per un aggiornamento sulla questione palestinese, utile a orientare le azioni di solidarietà che intendiamo intraprendere come gruppo di pressione nei confronti della Società politica italiana.

Intendiamo trarre dai laboratori tematici contenuti innovativi per superare la sola narrazione di denuncia delle violazioni dei diritti e
individuare varie forme di resistenza palestinese da divulgare e promuovere con proprie iniziative

Chiediamo pertanto alle rappresentanze politiche, parlamentari e governative italiane il riconoscimento urgente dello Stato di Palestina sui territori occupati del ‘67 con Gerusalemme capitale condivisa, senza porre precondizioni negoziali che non sussistono e sarebbero pretesti utili al mantenimento dello status quo dell’occupazione, al consolidamento del regime di apartheid israeliano, alla perdurante pratica da parte dei governi israeliani della violazione del diritto internazionale e del mancato rispetto delle risoluzioni ONU.

Chiediamo che nei confronti di israele, vengano applicate dall’ONU e dagli Stati membri le sanzioni previste dagli ordinamenti nazionali e internazionali a carico degli Stati inadempienti.

Chiediamo in particolare al Governo italiano e agli organi della Unione Europea di impegnarsi per la sospensione dell’accordo di Associazione Ue-Israele e immediatamente delle forniture e acquisto di armi e attrezzature militari, come chiesto anche da Amnesty International.

Chiediamo di riservarci il diritto di agire con i mezzi consentiti dalle nostre leggi democratiche per contestare a Israele le violazioni dei diritti umani e della legalità internazionale, e di opporsi, fino al boicottaggio, alle collaborazioni istituzionali, economiche e culturali con organizzazioni israeliane che non condividono l’obiettivo di far cessare tale stato di cose nell’interesse generale dei due popoli e del consesso mondiale che questa Giornata di Solidarietà ne vuole indicare la rilevanza internazionale .

Siamo profondamente convinti del valore universale dell’umanesimo ebraico presente nella cultura e nella storia europea, respingiamo con sdegno l’accusa di antisemitismo e l’equiparazione a esso di ogni posizione critica nei confronti della politica sionista dei governi israeliani.

Ci assumiamo l’impegno di svolgere una precisa informazione sulla questione israelo/palestinese nei confronti della pubblica opinione, basandosi sui dati di fatto relativi alla violazione dei diritti nella quotidianità dell’occupazione militare israeliana.

Resisteremo alle censure e alla soggezione ideologica imposta da quanti osano fare uso della tragedia della Shoah per imporre l’omertà sulla tragedia dell’occupazione militare e la colonizzazione della Palestina.

Ci vediamo il primo dicembre!