ARCHITETTURA DI PACE

“La pace si costruisce ogni giorno, a mani nude, con gesti e materiali semplici”.

L’Architettura di Pace coniuga intervento architettonico e sociale, rispondendo alla domanda di servizi da parte di comunità marginalizzate e vittime di conflitto. Sono due i principali approcci che si integrano sul campo: l’apporto degli architetti e l’intervento antropologico e sociale.

Le comunità diventano protagoniste del processo, a partire dalla progettazione partecipata, fino all’autocostruzione e alla gestione della struttura. Gli edifici in architettura bioclimatica valorizzano l’identità e la tradizione locali e mirano a rispondere ai bisogni delle comunità in termini di funzione e servizio.

L’Architettura di Pace interviene sui piani del recupero dell’identità e dell’acquisizione di competenze. Contribuisce al cambiamento introducendo tecniche innovative. Diffonde una cultura di pace e valorizza le risorse inespresse.

Le tecniche di costruzione scelte prediligono materiali locali e di riciclo. Viene posta particolare attenzione alla sostenibilità degli edifici, all’efficienza energetica e al trattamento delle acque. L’Architettura di Pace mira a rendere pienamente funzionali le strutture, seguendone il percorso oltre la fase costruttiva, accompagnando gli staff locali nell’avvio dei servizi.

Architettura di Pace per l’Educazione a Gaza
Un centro per l’infanzia per il villaggio beduino di Um Al Nasser. Fatto di sacchi di sabbia e legno, “La Terra dei bambini” offre a 120 alunni un’opportunità educativa di qualità, assistenza psico-sociale alle madri e formazione psico-pedagogica alle maestre.
La Scuola di Gomme di Khan al Ahmar
Realizzata nel 2009 impiegando 2.200 pneumatici usati e argilla, la Scuola di Gomme oggi ospita 100 alunni beduini Jahalin, prima esclusi dal diritto allo studio.
La Scuola di Bambù di Abu Hindi
Una vecchia struttura in lamiera di zinco trasformata in una scuola per i bimbi beduini di Wadi Abu Hindi. Per riabilitarla sono bastati argilla, paglia e bambù.