“La pace si costruisce ogni giorno, a mani nude, con gesti e materiali semplici”.
L’Architettura di Pace coniuga intervento architettonico e sociale, rispondendo alla domanda di servizi da parte di comunità marginalizzate e vittime di conflitto. Sono due i principali approcci che si integrano sul campo: l’apporto degli architetti e l’intervento antropologico e sociale.
Le comunità diventano protagoniste del processo, a partire dalla progettazione partecipata, fino all’autocostruzione e alla gestione della struttura. Gli edifici in architettura bioclimatica valorizzano l’identità e la tradizione locali e mirano a rispondere ai bisogni delle comunità in termini di funzione e servizio.
L’Architettura di Pace interviene sui piani del recupero dell’identità e dell’acquisizione di competenze. Contribuisce al cambiamento introducendo tecniche innovative. Diffonde una cultura di pace e valorizza le risorse inespresse.
Le tecniche di costruzione scelte prediligono materiali locali e di riciclo. Viene posta particolare attenzione alla sostenibilità degli edifici, all’efficienza energetica e al trattamento delle acque. L’Architettura di Pace mira a rendere pienamente funzionali le strutture, seguendone il percorso oltre la fase costruttiva, accompagnando gli staff locali nell’avvio dei servizi.